La Stella del mattino (e della sera)

“Due stelle sono state accordate all’uomo dagli Dei per condurlo verso la grande saggezza; osservale, o uomo! E segui con costanza il loro chiarore, poiché in esse si trova la saggezza” (Le dodici chiavi della Filosofia. Basilio Valentino)

“Lo bel pianeta che ad amar conforta, Faceva tutto rider l’oriente, velando i Pesci ch’erano in sua scorta (Purg. I, 19-21. Dante Alighieri)

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La Stella del Mattino in realtà non è una stella ma il pianeta Venere che per la sua prossimità con l’astro solare è visibile, a secondo del periodo dell’anno, o prima del sorgere del sole o dopo il suo tramonto, nello vicinanze dello stesso, da essere definita la Stella del mattino o della sera (fu Pitagora a identificare le due stelle con il pianeta Venere). La stella è rappresentata con otto punte, simbolo anche della Stella Polare. 
Uno dei motivi per cui la stella a 8 punte rappresenta Venere è che il pianeta ha un ciclo di 8 anni, in quanto 8 anni terresti corrispondono a 13 anni venusiani. Astronomicamente, ogni otto anni Venere si trova contemporaneamente alla congiuntura inferiore (punto più vicino alla Terra) e alla massima separazione dell’eclittica (il piano di rotazione della Terra). In tali giorni, Venere, caso raro, può essere vista sia al mattino sia alla sera, nello stesso giorno (8 anni x 365 giorni all’anno = 2920
- su Venere 13 anni x 224 = 2912). Nell’islam, la stella a 8 punte viene chiamata Rubʿal-Hizb, si presenta come la sovrapposizione di due quadrati a 45 gradi, ed è abbastanza diffusa, viene usata per indicare la fine di ogni capitolo del Corano. Lo stesso simbolo lo si ritrova anche in India con il nome di Stella di Lakshmi, che è considerata la Madre dell’Universo, Devi dell’abbondanza, consorte di Visnu. La Stella del Mattino si identifica con la stessa Stella Polare, o Stella ad otto cuspidi, non astronomicamente, e rappresentando l’ottagono, quindi, ne eredita tutti i sensi simbolici che derivano dal numero otto. Per la sua simmetria centrale è annoverabile tra la cospicua schiera dei “Simboli del Centro”. Per tale motivo, essa riceve l’appellativo “polare”, ad indicare l’idea del “polo”, ossia del Centro del Mondo, ove passa l’Axis Mundi, idea tradizionalmente associata a questi simboli. Non a caso, il simbolo del Centro Sacro per eccellenza, un quadrato regolare in cui sono state tracciate le due diagonali principali e le due mediane, presenta al centro del quadrato una “stella” ad otto punte. La sua versione circolare, la Ruota ad Otto Raggi, compare in Oriente quanto in Occidente, sotto diverse forme: “Ruota della Vita” o “Ruota dei Chakra”. Il segno ortografico dell’asterisco ha la stessa identica forma. Il Centro Sacro, la Ruota, ma anche la Rosa dei Venti, che viene utilizzata per indicare i punti cardinali, e la Rosa ad Otto Petali sono tutti simboli che si richiamano al medesimo principio fondamentale.

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La stella ad otto punte è uno dei simboli fondamentali della Dea, di Ishtar, il cui culto era diffuso in area mesopotamica, ma anche di tutte le divinità femminili corrispondenti, come Astarthe, Iside, Afrodite e Venere, per citare gli esempi maggiori. Era noto già agli antichi astronomi sumeri che tale pianeta segue un ciclo di fasi la cui durata corrisponde ad otto anni terrestri, e quindi l’Ottonario è diventato uno degli attributi della Dea e del Femminino Sacro. I Cavalieri Templari avevano una particolare predilezione per il culto della Maddalena e delle Madonne Nere, quest’ultimo mutuato dai Monaci Cistercensi, che avevano costruito le grandi cattedrali gotiche dedicandole a Notre-Dame, “Nostra Signora”, e da San Bernardo di Chiaravalle, che proprio da alcune gocce di latte miracolosamente fuoriuscite dal seno di una statua di Madonna Nera ricevette l’illuminazione. Per questo motivo, uno degli emblemi principali dell’Ordine era la Croce delle Beatitudini, che richiamava la forma della stella ad otto punte. Immancabilmente, il Cristianesimo ha assorbito questo simbolismo, e nel passaggio dal culto della Dea (la Grande Madre) a quello della Madonna, Madre di Dio, la Stella Polare è trasmigrata diventando anche un attributo mariano. La troviamo rappresentata più frequentemente sul suo capo, oppure sul manto, o in mano ed indicano la verginità prima, durante (questa stella è a volte non visibile, semi-nascosta dietro al bambino Gesù) e dopo il parto.

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Madonna della Stella

La Stella del mattino sorge quindi ad est, all’Aurora, poco prima del sorgere del Sole, di cui anticipa la luce, per cui lo stesso pianeta Venere venne chiamato Lucifero (o Phosphoro) in contrapposizione al nome di Vespero (o Espero) quando la stella precede la sera. Nella cultura gnostica il portatore di luce (Lucifero) rappresenta lo strumento della stessa conoscenza, l’accesso alla Sophia. La relazione tra Venere e Lucifero è presente anche nella simbologia della stella a cinque punte, che in origine è sempre una variante “astronomica” dovuta alle posizioni delle congiunzioni inferiori delle orbite di Venere e della Terra, da cui emerge un disegno pentacolare, come appunto una stella a cinque punte, sui cui vertici i pianeti si dispongono al trascorrere di ogni periodo sinodico di 1,6 anni, per la durata degli otto anni terrestri, al termine dei quali la congiunzione si ripete nello stesso punto.

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La stella a cinque punte, variante simbolica di quella ad otto punte, è anche il simbolo del Bafometto dei Templari, che rimanda alla tradizione delle divinità “cornute”, archetipi delle forze della Natura (Pan, Cernunnos, Herne, Hathor, lo stesso Diavolo) e dell’energia vitale-sessuale della stessa, figure spesso androgine ed espressioni dell’anima “incarnata”, ma anche “mezzi” di accesso fondamentali e imprescindibili per la conoscenza spirituale.

image (Herne) image (Bafometto)

Poiché Venere non è visibile con il Sole, sulla loro reciprocità inversa e significato nell’Opera ci illumina Fulcanelli:
“Si comprende senza fatica che la stella-manifestazione esteriore del sole interno-si presenta ogni volta che una nuova porzione di mercurio viene a bagnare il Solfo non dissolto, e che subito questi cessa di essere visibile, per ricomparire alla decantazione, cioè all’allontanamento della materia astrale. Ritorna, dice il fisso, e io ritornerò. A sette riprese successive, le nubi nascondono allo sguardo ora la stella, ora il fiore, secondo le fasi dell’operazione, di modo che l’artista non può mai, nel corso del lavoro, scorgere simultaneamente i due elementi del composto” (Le Dimore filosofali. Tomo secondo. Fulcanelli).

image (Stella “alchemica”)

La Stella Mariana, o stella del mattino, indica quindi sempre la Luce Solare, anche nella notte più buia; non abbandona l’uomo, gli da sempre una direzione, rappresenta nuova “materia prima” e pertanto rigenera il suo stesso “Solfo”, o sole interno. Simboleggia pertanto la salvezza dell’uomo stesso.

“Ma all’ingresso di Maria, tutta la caverna cominciò a prendere splendore; e come se il sole vi si trovasse a mostrare il fulgore della sua luce; e come se, in quel luogo, regnasse la sesta ora del giorno, così il chiarore divino illuminò la grotta; né di giorno né di notte vi mancò la luce di Dio sinché vi fu Maria” (Matteo, II, 12 da Alchimia vol. 2 di Canseliet)

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(Madonna della Stella, Pavia, XIII sec.)