L’arte del dosaggio del sale e le nevrosi individuali e collettive

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(Il sale desidera se stesso. Paracelso)

Il sale conserva e fissa ma non autoconserva, un eccesso di sale soprattutto se non associato agli altri “componenti minerali”, che vanno trovati per mezzo e negli altri eventi, diventa soltanto una esperienza e una sofferenza sterile, un preservare se stesso, un recriminare, un autoriflessione e una conservazione della propria “verginità”! Troppo poco sale e vengono meno i princìpi, troppo sale e si instaura il regno del terrore (Hillman). Il sale alchemico invece è disposto a concedere il suo corpo allo zolfo e al mercurio, a conservare ciò che tocca e non a autoconservarsi, come una vergine che accoglie e media le altre “potenze”, in contatto con ciò che non è! Il sale diventa metafora del femminile, della luna e di quanto la stessa splende di luce riflessa ma anche di come l’eccesso lunare sia fonte di disagio, nevrosi, autismo, fanatismo ed altro. E’ facile comprendere come un Disturbo Ossessivo o una Psicosi Paranoidea siano soda caustica, ammoniaca o un eccesso di Luna, fredda e sterile e “vergine”! Il dosaggio, come dice Hillman,è l’arte del sale, giusto un filo del verginale, ma non di più!
(C.F.)