Il “Tempo” nei tempi odierni ed il regime di Saturno

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“La luttuosa ‘bile nera’ pervade l’universo dell’alchimista ma è anche il primo passo verso l’esito di luce” (Saturno e la melanconia, 1923 di Klibansky, Panowsky, Saxl)

Se osserviamo ogni campo del nostro agire non possiamo non evidenziare l’accellerazione del movimento e dei tempi di reazione nelle dinamiche comportamentali dell’uomo moderno. Ecco alcuni esempi: provate a vedere una partita di calcio degli anni 70 ed una odierna, osservate i “tempi” di una relazione di un personaggio pubblico di allora (ad esempio Andreotti, Berlinguer) con uno attuale, osservate le modalità di guida di un’automobilista di oggi con quelle dei vostri genitori, le velocità di riflesso dei videogiocatori attuali con le vostre stesse, i film di azione di oggi con uno degli anni 60-70 (gli 007 di Sean Connery in confronto ad un Fast e Furious diventano delle soap opera) e così via. Che succede?
Succede che il Solfo è più infiammabile
Cosa significa questa spinta evolutiva, se è tale?
Il principio attivo del pensiero, dell’azione, dello stesso istinto e della pulsionalità è accellerato, sovra eccitato e soprattutto continuamente sollecitato. La prestazionalità, la competitività, l’arousal sensoriale (da immagini e stimoli) la tecnologia ed il riflesso della stessa sull’accellerazione dei processi cognitivi (un esempio: dalla calcolatrice che da la risposta immediata nelle operazioni matematiche al software/applicazioni che processando velocemente il dato mostrando il risultato delle nostre richieste in tempi immediati, tanto che ci “girano” quando ci mette un secondo di troppo) per cui la mente si abitua all’immediatezza conseguenziale tra processo e risultato (che finiscono spesso per coincidere) sono alcune della cause di questa infiammabilità del nostro Solfo. Possiamo dire di essere diventati tutti “Marziali”, uomini di guerra, pronti all’attacco e/o fuga con tutto il nostro armamentario di pensieri ed azioni, con conseguente aumento delle patologie di “allarme” come l’ansia stessa. Ma se i tempi di risposta si sono drasticamente ridotti nello stesso tempo la complessità del vivere non si è certo ridotta. Utlizzando un linguaggio Junghiano potremmo dire che lo Spirito di questo tempo (in opposizione a quello del profondo atemporale) è uno Spirito Marziale.
Ma la ricettività come sta messa?
Qualcuno ha parlato d’intossicazione Mercuriale, sottolineando l’enorme disponibilità di connessione attuale, tramite i media e Internet, mostrando un fenomeno per certi aspetti inverso e parallelo a quello sottolineato, caratterizzato da enorme disponibilità di “spazi e matrici” condivisionali fonti di rinnovamento e di rigenerazione. Questo è sicuramente vero, e spesso l’Io individuale ha difficoltà a misurarsi con tale disponibilità, nonostante l’accellerazione marziale di cui sopra, che resta comunque una risorsa incredibile ed inimmaginabile rispetto al passato.
Ed allora cos’é che non torna?
Avere tanto fuoco e molta pasta non significa aver preparato un buon primo piatto, certo ci vogliono i condimenti, una buona capacità culinaria ma sopratutto diventa basilare il tempo di cottura ed il sale.
Entrambi riguardano l’arte dell’Equilibrio, quello spazio di Riflessione, dove i due principi di cui sopra, si “scambiano” la staffetta e dialogano tra loro, dove possono “salificare” e nei tempi giusti per poterlo fare, quel Regime di Cottura che sono l’arte del fuoco, che sottostà al regno di Crono/Saturno/Vulcano, tanto benevolo se lo sai gestire tanto malevolo se lo vuoi ingannare, fino a farti “divorare i tuoi stessi figli”.

Francisco_de_Goya,_Saturno_devorando_a_su_hijo_(1819-1823)

In cosa consiste il regime di cottura? In un ottica psicologica possiamo paragonarlo alla capacità di elaborazione che non può prescindere da alcuni fattori, l’osservazione o auto-sservazione, l’attenzione, l’emozione che ostacola o favorisce, il tempo (di maturazione) e quello infine di processazione dell’informazione. Ed in genere questo “tempo di cottura” avviene spesso in un buio necessario ed inevitabile affinché il processo si svolga, perché a volte la luce prematura può “arrestarne” lo sviluppo. La melanconia ed il rallentamento del tempo che ne deriva ben rappresenta l’aspetto “plumbeo” di questo processo “al buio”, del regime appunto “Saturnino”. Oggi la Depressione è sempre più sostituita dall’Attacco di Panico, che ben si adatta a questi tempi frenetici, quasi come un suo equivalente, ma spesso lo anticipa soltanto ed infatti esaurito lo stesso avanza inesorabilmente la cupa malinconia.

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La necessità ri-elaborativa quindi di un sistema complesso come quello umano è imprescindibile dal tempo, che inoltre è la vera manifestazione della Materia, quella Materia Prima che è proprio il piombo “Saturnino” ben rappresentato nella tradizione Alchemica. Pertanto ogni processo esperienziale passa attraverso questo regime per essere sedimentato, e pertanto, ciononostante le “accelerazioni” odierne, deve essere affrontato. Quindi non s’inganna il tempo, ma il tempo invece inganna….se si continua a scappare da Saturno! (C.F.)

Imag.: Saturno divora uno dei figli, Peter Paul Rubens, 1637-1638, Madrid, Museo del Prado; Saturno che divora i suoi figli, Francisco Goya, 1821-1823, Madrid, Museo del Prado. Melencholia I di Albrecht Düren.

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