Della putrefazione e del nero

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Umbrian florentine Anonymous: Triumph of Death. Siena, Pinacoteca Nazionale

“Due pericoli minacciano costantemente il mondo: l’ordine e il disordine” (Paul Valery)

“C’è sopra, sotto, dentro, intorno a questo mondo un altro mondo insospettabile. Solo a volte lo ascoltiamo un po’ mormorare, frusciare e allora diciamo “è poco, è niente”. Ma questo niente è l’infinito”
(J. Michelet)

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“L’osservazione, macabra e singolare, quale si dedicarono, all’inizio del Secondo Impero, e con uno spirito assai differente, con la pazienza e la costanza d’un’altra epoca, i due celebri medici e tossicologi Mathieu-Joseph Orfila e Marie-Guillaume Devergie. Osservazione sulla lenta e progressiva decomposizione del corpo umano; ecco la fine dell’esperienza condotta, fino ad allora, nel fetore e nell’intensa proliferazione dei vibrioni:
*L’odore diminuisce gradualmente; alla fine si arriva ad uno stadio nel quale tutte le parti molli sono sparse sul suolo formando un ammasso fangoso, nerastro e con un odore che ha qualcosa di aromatico*.
Per quel che riguarda la trasformazione del fetore in profumo, si deve notare la sorprendente somiglianza con quello che dichiararono gli antichi Maestri, a riguardo della Grande Opera fisica. In particolare due di essi, Morien e Raimondo Lullo precisano che dopo l’odore fetido (odor teter) della dissoluzione oscura, viene il profumo più soave, perché è il profumo delle proprietà di vita e calore (quia et vitae proprius est et caloris)”
(Da prefazione di Canseliet alla terza edizione de Il Mistero delle Cattedrali. Fulcanelli)

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“Ma come la creazione di un Dio è un atto creativo di amore supremo, così la rigenerazione della nostra vita umana è un impresa che nasce dal basso. Questo è un grande e oscuro mistero. L’uomo non può compiere quest’impresa da solo; gli viene in aiuto il Maligno, che la compie al posto suo. (Il Libro rosso, l’Assassinio sacrificale. C.G. Jung)”

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” Ho avuto una magica ragazza negra
mi ha accecato talmente che non riuscivo più a vedere
che è una magica ragazza negra
sta cercando di tramutarmi in diavolo. Sì, hai lanciato il tuo incantesimo su di me, ragazza. Hai tramutato il mio cuore in pietra
Ho tremendamente bisogno di te – ragazza magica
non posso lasciarti in pace” (Black Magic Woman. Carlos Santana)

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“Qual è, dunque, la condizione primordiale, essenziale, perché si possa manifestare una qualunque generazione? Risponderemo per voi: l’assenza totale della benché minima luce solare anche se diffusa o schermata. Guardatevi intorno, interrogate la vostra propria natura. Non vedete che, nell’uomo e negli animali, la fecondazione e la generazione avvengono, grazie alla particolare disposizione degli organi, in una totale oscurità, che viene mantenuta fino al giorno della nascita? — È forse in superfìcie, in piena luce, — o nelle profondità della terra, — nell’oscurità, — che i semi vegetali possono germogliare e riprodursi? È il giorno o la notte, con la sua rugiada fecondante, che li alimenta e li rende vitali? Guardate i funghi; non nascono, crescono e si sviluppano di notte? E Amiens voi stessi, non è forse durante la notte, durante il sonno notturno, che il vostro organismo ripara i danni, elimina le sue scorie, riforma le nuove cellule, i nuovi tessuti al posto di quelli che la luce del giorno ha bruciato, consunto e distrutto? Ed anche il lavoro della digestione, dell’assimilazione e della trasformazione degli alimenti in sangue ed in sostanze organiche, si compie nella oscurità” (Il Mistero delle Cattedrali. Fulcanelli.p. 115)

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Dalle Vergini Nere del nostro Medioevo ed ancor prima dall’Iside egiziana, rappresentata spesso dal colore nero e finanche dal Lapis Niger (pietra nera) oggetto di culto e rappresentativa della figura di Cibele, la grande Madre di origini anatoliche, questo colore simbolico del vuoto, dell’infinito, del caos e della stessa morte è esso stesso l’assenza di colore pur comprendendoli tutti. Il nero, infatti, ha la funzione di dissolvere tutti i colori, tutti gli attaccamenti alle nostre verità e di decostruire ogni paradigma “consolatorio” su cui costruiamo il nostro Sè. La crisi identitaria diventa necessaria e funzionale, “ripetuta” diverse volte nel percorso di vita “apre” accessi nuovi da nuovi inizi. Il “nero più nero” è anche definito pertanto il “Caput artis”, e chi cura le anime sa quanto la conoscenza dell’ Ombra ed “il buio dell’anima” sono funzionali al “cambiamento”. Compito dell’uomo è rendere un non-colore come il Nero in un colore, trasformando il negativo in una “negazione della negazione”, contrastando la sua “seduzione” e la sua “forza caotica” in una visione illuminante e consapevole, favorendo il Sol Niger.

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La decapitazione del nero può avvenire quindi soltanto attraverso il nero.
Hillman scrive: il sole nero estirpa ontologicamente la paura primordiale
del non-essere, l’incolmabile abisso: ovvero, l’abisso diventa il terreno sconfinato del possibile. Bisogna infine stare attenti al potere del nero come ci ricorda lo stesso Hillman poichè il nero seduce, può diventare il caos consolatorio, il nido protettivo dello status quo ante. Dice Filalete: “A una cosa in particolare devi prestare attenzione….a impedire che i piccoli della cornacchia ritornino al nido dopo averlo lasciato”. (C.F.)

Immagini: Rappresentazioni diverse della putrefactio (fase alchemica della Nigredo, immagine dal Libro Rosso di C.G.Jung, copertina dell’album Abraxas di Carlos Santana con una annunciazione con “Madonna” nera).