The fountain of Salmacis

“Noi siamo l’uno
I due ora sono diventati uno
Noi siamo l’uno
Semidio e ninfa ora sono diventati uno
Entrambi hanno dato tutto quello che avevano
Il sogno d’amore è stato avverato alla fine
Per sempre e ancora sotto il lago” (The fountain of Salmacis, Genesis)

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L’inversione del simbolo: Salmace ed Ermafrodito, quando è il femminile ad osare
Ermafrodito, figlio di Ermes e di Afrodite (dal greco Hermaphroditos, dai nomi di Hermes e Aphrodites), era un giovane molto bello, è stato a lungo un simbolo della bisessualità o dell’effeminatezza ed è stato rappresentato, nella mitologia greco-romana come una figura femminile con genitali maschili. Nacque sul monte Ida, una montagna sacra nei pressi dell’antica Troia, nel nordovest della Turchia ma Afrodite, sentendosi colpevole di adulterio, si separò da suo figlio e lo lasciò alla cura delle ninfe della montagna che lo allevarono. Ovidio nelle sue Metamorfosi, narra di questo giovinetto, allevato dalle Naiadi, “cuius erat facies, in qua materque paterque cognosci possent; nomen quoque traxit ab illis.” (vv 290-291) “che aveva un aspetto così bello, che potevano esservi riconosciuti il padre e la madre, dai quali trasse il suo nome”. Un giorno andando verso Caria di Alicarnasso, a causa dell’eccessivo calore dato da una bella giornata di sole, si avvicinò a una fonte, per farsi un bagno e si denudò. In queste condizioni lo vide la ninfa Salmace, che s’innamorò subito di lui e, denudatasi, s’immerse nelle acque del lago per cercare di conquistarlo, ma il ragazzo resistette…
Salmace lo abbracciò con forza, rinunciando all’obbligo della verginità del culto di Diana, lo trascinò verso il basso, e mentre lottava con lui, implorò Poseidone, suo padre, che nulla potesse più separarla dall’amato. Il dio glielo concesse e fuse entrambi i corpi in un unico essere fornito di ambedue i sessi, sia maschili che femminili.
Ermafrodito implorò Hermes e Afrodite affinché chiunque altro si sarebbe immerso nella fonte si sarebbe stato trasformato in un essere simile a lui; il suo desiderio fu esaudito.
Nel Mito si può evidenziare una rilettura capovolta dei ruoli attivo e passivo del maschile e femminile, della forza seduttiva della Natura nei confronti dell’uomo, del ruolo della Magnesia insito nella Materia Prima verso il suo Magnete, della tela dell’inconscio sulla coscienza, o ancora della Venere peccaminosa sul maschio virginale, ma riportando una famosa legge matematica, la proprietà commutativa, l’ordine degli addendi non ha cambiato il risultato (ermafrodito=androgino).
“In principio tre erano i sessi del genere umano, e non due come ora… Il maschio traeva origine dal sole, la femmina dalla terra, e quello che partecipava di entrambi i generi dalla luna, dal momento che la luna partecipa del sole e della terra” (Platone)

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Immagine: la ninfa Salmace ed Ermafrodito di Francois-Joseph Navez (1829); La ninfa Salmace del Louvre

genesis
Il mito è stato splendidamente illustrato in musica dai Genesis nel 1971 in “The Fountain of Salmacis” dell’album “Nursery Cryme”. (C.F.)