Oh che sarà (Oh che será)

La celebre e bella canzone di Chico Buarque De Hollanda era stata scritta per la colonna sonora del film “Dona Flor”, la trasposizione realizzata nel 1976 dal regista Bruno Barreto del celeberrimo romanzo omonimo di Jorge Amado (con Sonia Braga nella parte di Dona Flor).
Nel film esistono tre varianti del testo della canzone: À Flor da Pele (a fior di pelle), À Flor da Terra, quella più frequentemente eseguita e Abertura.

Negli anni molti interpreti si sono cimentati con questa canzone nelle sue varie versioni (Nara Leão, Milton Nascimento). Da citare anche la fortunata versione italiana di Fiorella Mannoia, con una trasposizione curata da Ivano Fossati, contenuta nel disco “Di terra e di vento”, del 1989 (dove lo stesso Fossati cantava in duetto con la Mannoia). Il testo di Fossati è riportato nel seguito per consentire un confronto. La traduzione piuttosto fedele di Fossati fa riferiemto alla versione À Flor da Terra:

Oh, che sarà, che sarà
che vanno sospirando nelle alcove
che vanno sussurrando in versi e strofe
che vanno combinando in fondo al buio
che gira nelle teste, nelle parole
che accende le candele nelle processioni
che va parlando forte nei portoni
e grida nei mercati che con certezza
sta nella natura nella bellezza
quel che non ha ragione
né mai ce l’avrà
quel che non ha rimedio
né mai ce l’avrà
quel che non ha misura.

Oh, che sarà, che sarà
che vive nell’idea di questi amanti
che cantano i poeti più deliranti
che giurano i profeti ubriacati
che sta sul cammino dei mutilati
e nella fantasia degli infelici
che sta nel dai-e-dai delle meretrici
nel piano derelitto dei banditi.

Oh, che sarà, che sarà
quel che non ha decenza
né mai ce l’avrà
quel che non ha censura
né mai ce l’avrà
quel che non ha ragione.

Ah che sarà, che sarà
che tutti i loro avvisi non potranno evitare
che tutte le risate andranno a sfidare
che tutte le campane andranno a cantare
e tutti gli inni insieme a consacrare
e tutti i figli insieme a purificare
e i nostri destini ad incontrare
persino il Padreterno da così lontano
guardando quell’inferno dovrà benedire
quel che non ha governo
né mai ce l’avrà
quel che non ha vergogna
né mai ce l’avrà
quel che non ha giudizio.

Interessante anche la versione tradotta di À flòr da Pele:

Che sarà che mi accade
Che mi agita qui dentro, sarà che mi accade
Che sorge a fior di pelle, sarà che mi accade
E mi viene sulla faccia e mi fa arrossire
E che mi salta agli occhi e mi fa tradire
E che me stringe il petto e mi fa confessare
Quello che non è più possibile dissimulare
E che neanche è diritto di nessuno rifiutare
E che mi fa mendico, mi fa supplicare
Che non ha misura, né mai ce l’avrà
Che non ha soluzione, né mai ce l’avrà
Che non ha ricetta

Che sarà che sarà
Che accade dentro di noi e che non doveva
Che ci insulta, che è ribelle
Che è fatto come un’acquavite che non sazia
Che è come essere malato di una pazzia
Che neanche i dieci comandamenti riusciranno a conciliare
Né tutti gli unguenti potranno guarire
Né tutti i malocchi, né tutta l’alchimia
Neanche tutti i santi, sarà che sarà
Che non ha riposo, né mai ce l’avrà
Che non ha stanchezza, ne mai ce l’avrà
Che non ha limite

Che sarà che mi accade
Che mi brucia qui dentro, che sarà che mi accade
Che mi turba il sonno, sarà che mi accade Che tutti i tremori che mi vengono ad agitare
Che tutti i calori mi vengono a stimolare
Che tutti i sudori mi vengono a bagnare
Che tutti i miei organi stanno a reclamare
E un’afflizione spaventosa mi fa implorare Che non ha vergogna, né mai ce l’avrà
Che non ha governo, né mai ce l’avrà
Che non ha giudizio….

 

Tanti “movimenti”, funzioni, pulsioni, significati, qualcosa che con “certezza” sta nella natura e nella bellezza, che non ha ragione, limite, giudizio e non si arresta mai…

Mi sovviene una massima di Raimondo Lullo, a proposito dei tanti nomi della “nostra” Materia Prima: “Nell’intelligenza di questi nomi così diversi, riferiti ad una unica cosa, che consiste tutto il segreto dell’arte”

E tutti i figli insieme a purificare….(C.F.)

 

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