Il Grande Spettacolo del Cielo nel Lato Oscuro della Luna

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“Non c’è nessun lato oscuro della luna, di fatto è tutta scura. L’unica cosa che la fa sembrare luminosa è il sole” (voce impercettibile, che viene da lontano, ennesima trovata disseminata lungo tutto un capolavoro, una frase pronunciata dal portinaio dei celeberrimi studi londinesi di Abbey Road che chiude “The Dark Side Of The Moon”)

Pochi album hanno avuto un impatto così radicale nella storia della musica e, tra questi, “The Dark Side of the Moon” dei Pink Floyd, pubblicato nell’anno Domini 1973, ne è sicuramente un esempio. Perché un album di Rock Psichedelico o Space Rock o più semplicemente di Rock Progressive quale questo è diventato una Pietra Miliare di tutta la musica moderna? Erano è vero gli anni in cui questo genere musicale, attualmente di nicchia, aveva una sua diffusione globale, era il Rock tematico, con i suoi Album Concept (cioè con un filo narrativo che univa tutti i brani), ma anche con l’ambizione di questo genere musicale (il Rock appunto) di dare alla luce vere e proprie Opere. Infatti questo genere (il Rock Progressive) aveva quasi la stessa complessità tecnica ed armonica di sinfonie e opere di musica classica, senza rinunciare agli strumenti caratteristici del Rock (chitarre, bassi, batterie etc) ma senza disdegnare all’occorrenza gli stessi archi, fiati e quant’altro provenisse dalla tradizione musicale classica.

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Ma nello specifico di questo album, oltre alla suggestiva ed elaborata tecnica musicale, sono i temi che sono affrontati ad avere avuto l’impatto devastante nelle anime dei suoi ascoltatori. Ed i temi non sono soltanto le parole, i testi dei brani (a dir vero non molte visto che alcuni brani sono strumentali, ma nella misura sufficiente a guidare l’ascoltatore nel viaggio dell’ascolto dell’album). Il tema è dato soprattutto dal “rimando” della musica stessa, quando le armonie sono veri e propri “simboli” musicali. Ad esempio se un brano è triste, melanconico, a prescindere dai suoi testi, è perché vengono utilizzate quelle armoniche e scale (spesso minori) che a quell’emozione si correlano e che quindi le simboleggiano. Quest’album, come gran parte della discografia dei Pink Floyd, si rifanno invece a quell’emozione che potremmo definire d’ampio respiro, appunto che si correla all’aria, all’astrazione (capacità di risalire da informazioni particolari a legge universali), all’aspirazione (aspirare: prendere aria) di vette alte…lì dove fanno nido le aquile (famoso simbolo di sublimazioni alchemiche). E’ una musica che aspira alla Conoscenza, alla capacità più importante dell’uomo, che mette le ali agli ascoltatori (non quelle di una bevanda molto pubblicizzata). Insomma l’album dei Pink Floyd è tendenzialmente esoterico, non tanto per i testi, ma per la sua stessa musica (per questo motivo venne definito space-rock, per il senso che dava di “viaggiare” per altri mondi), comunque le immagini dell’album (il prisma che fa del fascio di luce un arcobaleno) ed i suoi testi fanno poi da necessario contorno…

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Si inizia con il battito del cuore nell’incipit musicale “Speake to me”, quindi con il brano “Breathe” (Respira) si comincia ad entrare nel vivo di quella tragedia che è la vita:

“Per quanto tu viva e in alto voli
E i sorrisi che donerai e le lacrime che piangerai
E tutto ciò che tocchi e che vedi
È tutto quello che la tua vita non sarà mai

Per quanto tu viva e in alto voli
Ma solo se cavalchi la corrente
Tenendoti in equilibrio sull’onda più grossa
corri veloce verso una tomba precoce” (Breathe)

Quindi dopo l’altro brano musicale “On the Run” che sembra con il suo ritmo elettrico-ossessivo sottolineare gli affanni dell’uomo si arriva all’ineluttabile incedere del tempo “Time”:

“E tu corri e corri per raggiungere
il sole, ma sta tramontando
E sta correndo attorno
per spuntarti di nuovo alle spalle
Il sole è lo stesso, relativamente,
ma tu sei più vecchio
Col respiro più corto
e un giorno più vicino alla morte” (Time)

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Quindi con il brano dal respiro più ampio si affronta il tema della morte, nel grande spettacolo del cielo “The Great Gig in the Sky”:

“E io non ho paura di morire,
in qualsiasi momento succederà,
non mi importa.
Perchè dovrei avere paura di morire?
Non c’è motivo per averne,
prima o poi si deve andare.”

Quindi si parla di soldi nel brano più famoso dell’album: “Money”:

“Denaro, così dicono
è la radice di tutto il male contemporaneo”

In “Us and Them” noi e loro, si evidenzia il male del rapporto tra l’Io e l’Altro, alla guerra e prevaricazione, quindi nel brano strumentale “Any Color You Like” (Qualsiasi colore ti piaccia) si allude alla possibilità (inesistente) di poter scegliere un colore…quando sarà sempre un misto di opposti a determinarlo. In “Brain Damage” (Danno cerebrale) si allude infine alla follia:

“E se la diga si squarciasse molto prima del previsto
E se non ci fosse posto sopra la collina
E se anche la tua testa esplodesse di oscuri presagi
Ci incontreremo sul lato oscuro della luna”

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Infine con “Eclipse” (Eclisse) si conferma tutto quello già detto, tutto ciò che è (apparentemente) sotto il sole è anche sotto il dominio della luna:

“Tutto ciò che tocchi
Tutto ciò che vedi
Tutto ciò che assaggi
Tutto ciò che senti
Tutto ciò che ami
Tutto ciò che odi
Tutto ciò di cui diffidi
Tutto ciò che salvi
Tutto ciò che dai
Tutto ciò che baratti
Tutto ciò che compri
Elemosini o prendi in prestito o rubi
Tutto ciò che crei
Tutto ciò che distruggi
Tutto ciò che fai
Tutto ciò che dici
Tutto ciò che mangi
Chiunque tu incontri
Tutto quello che disprezzi
Chiunque tu combatti
Tutto ciò che è adesso
Tutto ciò che è andato
Tutto ciò che verrà
E tutto quanto sotto il sole è in sintonia
Ma il sole è eclissato dalla luna.

Apparentemente l’Album riconduce l’uomo ai limiti della Materia che lo costituisce, ma paradossalmente ascoltando la sua musica sembra liberarlo da quelle stesse “catene” che vengono riportate (tempo, avidità, potere, follia, morte). E forse è proprio questo il grande spettacolo del cielo, nel lato oscuro della luna…..