Omnia vincit Amor

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“Spiegare il Simbolo è ucciderlo, non puoi “anatomizzare” un corpo vivo, la cosa viva “si analogizza”. I rami dell’albero si sviluppano a immagine delle radici, le radici evocano i rami come il Simbolo evoca la propria idea.

Nel simbolo, quello che evoca è l’anima che anima la cosa, la sua Vita. Guardiamo la cosa come è, senza decomporla. In ricompensa forse evocherà in noi la sua anima.
L’amore puro e sublime è l’anima animante nascosta dell’amore bestiale. Alla prostituta piacerebbe sognarne.
La forma è ciò che anima e caratterizza, ma la forma non si descrive quando la cosa è simbolo. Il Simbolo è magico: evoca la forma incantata nella materia. Evocare non è immaginare, è vivere, è vivere la forma.
La forma caratterizza la materia e fa di tutto un simbolo.
La forma-idea non si descrive: si prova e si vive.
La vera Poesia è Magia, la Magia è identificazione con la forma, il corporeo con il corporeo, lo Spirito con lo Spirito. Il tutto in Uno, “Ecce Homo” è il Simbolo di tutti i simboli. L’uomo non è un immagine, un concentrato dell’Universo, l’uomo è l’Universo.

L’essere in quanto esistenza non si manifesta che attraverso la relazione, attraverso l’interscambio tra i due complementi dell’essere, tra i principi maschili e femminili. Quindi “la relazione è il simbolo dell’essere” (Estratto da Il Tempio dell’Uomo di R. Schwaller de Lubicz)

Immag.: Omnia vincit Amor, Michelangelo Merisi da Caravaggio, 1602