La mania dell’amore

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Platone, stabilendo per assioma che nell’anima v’è qualcosa superiore all’intelletto, attribuisce all’indole umana due distinte energie. Coll’una noi discerniamo con rapida intuizione i teoremi scientifici; coll’altra, toccando l’apice della sublimità artistica, come nelle statue di Fidia, arriviamo a quello stato che dicesi entusiasmo nel vero senso della parola. E ciò avviene quando quella parte dell’anima che è al di sopra dell’intelletto sale fino alla Divinità e da qui trae la sua ispirazione.
Egli, quindi, individua quattro tipi di mania, termine con cui intende l’entusiasmo e l’ispirazione degli Dei: la musicale, la mistica o telestica, la profetica e la mania propria dell’amore. Esiste un’intima unione tra le diverse manie e di solito l’anima si va sublimando con la seguente successione: in primo grado col musicale, secondariamente col mistico, in terzo luogo col profetico e per ultimo con l’entusiasmo dell’amore.
Ma quella dell’amore può bastare da sola a ricondurre l’anima alla sua originaria essenza divina e alla felicità. (Liberamente tratto da “Zanoni” di Edward Bulwer Lytton).
Immag.: Amore e Psiche, gruppo scultoreo realizzato da Antonio Canova tra il 1788 e il 1793, esposto al Museo del Louvre a Parigi.
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