Pegaso, la forza, la bellezza e la purezza dell’immaginazione

leighton
  Il cavallo bianco alato, legato alle storie di Perseo e Bellerofonte, è figlio di Posidone
 e della Gorgone Medusa o della Terra, fecondata dal sangue della stessa Gorgone
 (Hes. Theog. 276 ss.; 325). Il mito più frequente vuole che Perseo, dopo aver tagliato
 la testa a Medusa, dal tronco di essa vede sorgere Pegaso e Crisaore (gigante con la
 spada/lancia d’oro); ciò avviene alle sorgenti (περὶ πηγάς) dell’Oceano.
Altre versioni della saga lo facevano nascere da Posidone, congiuntosi a Medusa sotto forma di cavallo.
L’etimologia tradizionale è collegata a πηγή, “fonte, sorgente”, in relazione alla
 leggenda secondo la quale con un colpo di zoccolo Pegaso avrebbe fatto scaturire la
 fonte Ippocrene sul monte Elicona o appunto al luogo della sua nascita, ma potrebbe
 derivare anche da πηγός, “forte, solido”, detto di cavalli in (Hom. Il. 9.)
Se però il mito è greco, lo stesso non può dirsi della figura di Pegaso, come cavallo
 alato. Questo tipo, come quello di altre creature mitiche più o meno composite, è da
 ritenersi di origine orientale, da ricongiungere con i molti esseri alati dell’arte assira,
 emigrati nel mondo greco attraverso la Fenicia.
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Nel mito di Bellorofonte l’eroe rubò Pegaso a Zeus, con l’aiuto della dea Atena che gli
diede una briglia d’oro, per mezzo della quale riuscì a domare il cavallo. Grazie a
Pegaso, riuscì a gettare del piombo nella gola della Chimera, che, fondendosi, soffocò il
mostro. Per mezzo di Pegaso, mise in fuga anche i Solimi e le alleate Amazzoni.
L’orgoglio si impossessò però di Bellerofonte: il forte desiderio di raggiungere l’Olimpo
portò l’eroe ad essere disarcionato da Pegaso. Gli dei infatti, infastiditi dalla sua vanità,
mandarono un tafano a pungere Pegaso. Bellerofonte sopravvisse alla grave caduta,
ma rimase solo e infermo fino alla morte. La leggenda narra inoltre che Pegaso era
volato sul monte Elicona mentre era in corso una gara di canto tra le Muse e le Pieridi.
Pegaso, commosso dalla dolcezza del canto, aveva colpito, con zoccolo lunato, il monte
Elicona, che si era alzato fino al cielo e aveva fatto scaturire Ippocrene, (Οππουκρήνη)
“la sorgente del cavallo”, alla quale le Muse si sarebbero dissetate, nutrendo la loro
ispirazione, per poi volare alla volta dell’Olimpo cantando con voce sublime. Fu
trasformato in costellazione, dopo che ebbe fatto sgorgare questa stessa fonte con il
colpo di zoccolo. Così Pegaso, che aveva fatto nascere la sorgente delle Muse, diventò
l’emblema dell’immaginazione creatrice, del furore poetico e dell’ispirazione.
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La vitalità e la forza del cavallo, unite alla capacità di volare e quindi di svincolarsi dal
peso della gravità fanno di Pegaso un simbolo della vita spirituale del poeta e della sua
ispirazione che si eleva indomabile, incurante di qualsiasi ostacolo terreno. Inoltre il
sorgere dalla materia bruta (Medusa) ed ai margini del Caos (Oceano) celano il mistero
della genesi della Vita, della Fonte di rinnovamento della stessa e quindi, dal suo
colore bianco, della rinascita (Albedo). (C.F.)
Immag.: Perseo di Frederick Leighton, 1895. Perseo, figlio di Zeus e di Danae, viene raffigurato da Leighton mentre cavalca Pegaso, che attraversa il cielo mostrando segni di irrequietezza e di incertezza: l’animale, le cui zampe sono in movimento, è stato appena generato dal sangue della Medusa e sta volando per la prima volta. La volta del salone da ballo di Palazzo Labia (Venezia), con Bellerofonte su Pegaso e particolare raffigurata da Giambattista Tiepolo (Venezia, 5 marzo 1696 – Madrid, 27 marzo 1770)