L’amore come conoscenza: la Sophia

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“Sapete qual è la cosa più difficile da imparare? Giudicare senza preconcetti, che si tratti di guardare semplicemente quello che ci circonda, di leggere, o di ascoltare. Noi coloriamo sempre tutto con le nostre preoccupazioni, con ciò che sappiamo già, con ciò che speriamo di vedere e di trovare, e anche con ciò che temiamo. È ben per questo che il primo precetto di tutti i Saggi dice formalmente: «Astraiti da te». Lo dicono in tutti i modi. Alcuni ad esempio dicono: «Prendi la ferma decisione di fare uso della saggezza, se la troverai, unicamente per servire il tuo prossimo». Colui che è deciso a trovare per il bene altrui dimentica di pensare a se stesso. È immensamente più preparato a giudicare senza pregiudizi personali di colui che cerca nel proprio interesse” (Insegnamenti e scritti inediti – Renè Schwaller de Lubicz)

“Questo maestoso essere, di natura regale e femminea, che non è Dio e neppure il Figlio eterno di Dio, né un angelo, né un santo, onorato da chi portò a compimento l’antico testamento e dai progenitori del nuovo – chi è se non il vero e puro ideale dell’umanità stessa, la più elevata e onnicomprensiva forma, come anche l’anima vivente della natura e del cosmo, eternamente collegata a Dio e che nel mondo temporale tutta si unisce a Lui e in Lui unisce tutto ciò che è. Verità fondamentale della collettività o dell’anima del mondo” (Vladimir Solov’ev, L’idea dell’umanità in Auguste Comte)

La Sofia è rappresentata come una creatura angelica “infuocata” dotata di grandi ali, spesso rosse, recante in una mano il “merillo” simbolo della sua dignità angelica, nell’altra il rotolo delle Sacre Scritture: la Parola di Dio. Il trono della Sofia riccamente adornato è sostenuto da ben sette colonne “La Sapienza si è costruita la casa, ha intagliato le sue sette colonne.”(Prov. 9,1). Chiarissima l’allusione alla sua “nuova Dimora” nell’umanità: la Chiesa, la Gerusalemme Celeste. Il tutto è inscritto in una mandorla di luce chiara, che in alcune icone procedendo nello spazio si evolve in luce blu increata. La Sofia è dono di Dio all’umanità perché è porta d’accesso alla contemplazione di Dio. La Sofia designa la Chiesa, e la Madre di Dio come tramiti dell’intera umanità per la divinizzazione, che però può aver luogo soltanto attraverso il Cristo, da qui la posizione preminente di Gesù benedicente racchiuso nella mandorla di luce increata, sopra la Sofia. Sopra Gesù è rappresentata l’Etimazia, il trono preparato per Cristo nel giorno del Giudizio. Due gruppi, ciascuno di tre angeli, sono in adorazione del Santo Trono del Cristo. La composizione generale dell’Icona è fortemente ispirata ai canoni della Deesis. Ai lati della Sofia in atteggiamento di intercessione, la tutta Santa Madre di Dio (Panaghia) dipinta in piedi, qualche volta anche con il modulo detto del “segno”. Tutta la vita di Maria fu in effetti un continuo incontro tra il visibile corporeo e l’invisibile increato. Da un lato la Santissima Vergine vedeva, accarezzava e toccava il Dio fatto uomo, dall’altra parte nel suo animo fu sempre ben impressa la visione spirituale del Lògos.
Dall’altro lato San Giovanni Battista: il primo testimone dell’Epifania. Il concetto stesso di Epifania è intimamente legato alla Conoscenza di Dio, la Sofia; in greco il termine epiphanein assume il valore semantico di mostrare, cioè rivelare l’essenza stessa e più intima di ciò che è stato creato. La figura stessa di Giovanni è quindi una personificazione del riflesso della Sofia intesa come chiave, porta di accesso, alle realtà invisibili.
L’intera icona è continuamente ispirata ad uno schema trinitario: quattro gruppi di tre figure ciascuna. In alto due gruppi di tre angeli contrassegnano la parte divina dell’Icona (Dio Padre), al centro in modo verticale le tre visioni che colgono, rispettivamente, il Padre, il Lògos, la Sofia intesa come superficie delle cose. In basso le creature, spesso poggiate su una superficie verde, simbolo della terra, in atteggiamento di intercessione: la Santissima Vergine, il Battista e la personificazione della Sofia.
La Sapienza, questo immenso dono di Dio, grande fondamento del Creato, indica la via verso il ponte che porta l’uomo verso l’invisibile, quel ponte costruito sull’abisso stesso della nostra esistenza. (Estratto dal sito Reginamundi) (C.F.)

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