La Vergine, il serpente e la falce di luna

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La donna e il drago “Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle” (Apocalisse, Giovanni Evangelista, 12, 1-2). Subito dopo aver presentato la donna, Giovanni introduce un enorme Drago rosso che cerca di divorare il figlio della donna appena nato, colui che sarà il Messia. Il figlio viene portato in cielo ed alla donna viene preparato un rifugio nel deserto contro il drago. Infine l’arcangelo Michele combatte contro il drago e lo vince. Il drago viene chiamato anche “serpente antico” e lo troviamo anche nelle Genesi, infatti il serpente ci ricorda ancora un verso tratto dal libro della Genesi: “Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio. […] Allora il Signore Dio disse al serpente […] ‘Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe;  questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno”. (Genesi 3, 1-14-15).

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Le rappresentazioni dell’Immacolata Concezione quindi che calpesta il serpente o ha la luna ai suoi piedi, spesso la falce di luna con punte rivolte verso l’alto, ma anche verso il basso o in forma di luna piena, o ancora sia con il serpente che la luna sotto i piedi, sono molto rappresentate soprattutto nell’iconografia tarda-rinascimentale ed in ambiente occidentale. Inoltre spesso la stessa Vergine ha sulla sua testa dodici stelle. Ma la falce di luna la troviamo rappresentata anche nella stessa Artemide/Diana pagana, spesso sul capo, come segno della verginità della stessa oltre che nella Iside egiziana.

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Il senso del rapporto tra la Madre e la Mater-ia è tutto espresso in questa immagine. La luna come espressione della mutevolezza della stessa materia, il suo ciclo temporale e soprattutto il suo essere riflesso dell’astro per eccellenza, il sole. Il serpente, come forza della natura stessa (la forza stessa è espressione di movimento e quindi mutevolezza, il serpente infatti cambia pelle), simbolo della conoscenza insita nella materia stessa, quella “caotica” energia apparentemente separatista, disarmonica ma necessaria nel concetto di “movimento vitale”, che richiama anche alla dimensione “spaziale” della vita. Ma la sposa vergine di Dio sembra innalzarsi sopra entrambi, la luna e il serpente sembrano essere “domati” dalla purezza della Vergine. Il tempo e lo spazio, la vita e la conoscenza sottostanno ad una implicita armonia, ben rappresentata dal candore dell’Immacolata, che eleva la materia stessa verso il cielo e la cui corona di stelle , dodici come i mesi, i segni zodiacali, le tribù di Israele discendenti dai figli di Giacobbe, sembrano inglobare il senso compiuto del mondo (ultima carta dei tarocchi).

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Se pur il richiamo al testo biblico giustifica l’immagine iconografica di queste rappresentazioni,  il rapporto tra la donna e il serpente e la stessa luna lo troviamo anche nella stessa Lilith (di origine mesopotamica-ebraica) e la Sophia oscura gnostica (la femme aux serpents) figure proto-archetipiche del femminino, dove nella prima il serpente avvolge la stessa compiacente, nell’altra addirittura ne viene allattato, senza dimenticare il richiamo alla stessa Eva biblica. D’altronde il passaggio dalle vergini nere, materia grezza ben rappresentata dalle derivazioni “oscure” su citate del femminino all’immagine della vergine bianca richiama questa duplicità della stessa Materia/Mater che tralaltro ben si rappresenta nello gnostico “Il tuono, la mente perfetta” più conosciuto come inno a Iside ed al “Nigra sum sed formosa” del Cantico dei cantici.

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Le due realtà “materiali” (Vergine e luna-serpente), le due visioni antitetiche del femminino, le due qualità opposte della materia (caos ed armonia) e dell’anima stessa ” incarnata” quindi non sono così distanti tra loro, quella stessa materia prima, caotica, ben rappresentata in ambito alchemico dal Drago/ serpente, che “ha in se” la sua stessa “dama dei filosofi” ben correla con il “processo alchemico” di passaggio dalla nigredo all’albedo. Riconosciuto dalla Chiesa invece come trionfo su Satana e il Male ad opera del candore e purezza della Vergine, l’immagine quindi sembra aver significati più archetipici e finanche operativi, mostrando la potenzialità e la trasmutazione dell’anima incarnata in questo mondo. Il mondo materiale aspira al suo stesso ordine ed il serpente come la luna sottostanno ad un armonia nascosta, una luce “abscondita” che si rivela essere strumento e fine del suo stesso movimento. Dunque il drago alchemico, il serpente, energia vitale di movimento e conoscenza, necessita di essere “sublimato” per poter essere trasfigurato nella immagine di cui è riflesso, quella luna che può riflettere una luce autentica solare, che soltanto la materia “vergine” può svelare….il lapis-Cristo, il figlio dell’Uomo. (C.F.)

fuoco_naturale&filos

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Immagini: Immacolata Concezione di Giovan Battista Tiepolo, 1767-69 olio su tela 279×152 cm Madrid, Museo del Prado;
Immacolata Concezione, di Francisco de Zurbaran, Museo Cerralbo. Spagna, 1640; Diana di Jules-Joseph Lefebvre, 1879; Immacolata Concezione di Peter Paul Rubens, 1628; Femme aux serpents su capitello romanico.

Ultima immagine: La Madonna dei Palafrenieri è un dipinto a olio su tela (292×211 cm) realizzato nel 1606 dal pittore italiano Caravaggio. È conservato nella Galleria Borghese di Roma. La Madonna insegna il bambino Gesù a calpestare il serpente.
Il dipinto venne rifiutato dai committenti, perché fece scandalo il Bambino, troppo cresciuto per essere ritratto completamente nudo; inoltre, fecero scandalo la scollatura abbondante della Madonna e la modella scelta per quest’ultima, Lena, che era una nota prostituta (aveva posato anche per la Madonna dei Pellegrini).

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