La crocifissione di San Pietro

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“La scienza non può e non potrà mai fare a meno dell’immaginazione. Le scoperte e le invenzioni vengono dal subconscio, dai sogni, dall’emisfero destro perché l’intuizione è, nell’essenza, la percezione di una forma, di una improvvisa armonia, che riordina i pensieri e rivisita il mondo”. (Celli, 1994).

“Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e a te darò le chiavi del Regno dei Cieli” (Vangelo secondo Matteo 16,18-19; Città del Vaticano, scritta intorno alla cupola di San Pietro)

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La crocifissione di San Pietro, illustrata dal Caravaggio su tela (230×175 cm), realizzato tra il 1600 ed il 1601, è conservata nella Cappella Cerasi di Santa Maria del Popolo a Roma. La singolare crocifissione a testa in giù, viene illustrata anche da altri autori a lui precedenti o successivi (Michelangelo, Masaccio, Reni, etc.) e viene spesso interpretata come segno di umiltà e rispetto dell’apostolo nei confronti del Cristo. Ma il richiamo alla Pietra Angolare (Pietro) dell’edificio cristiano, il futuro vicario di Cristo sulla Terra, sul quale verrà edificato il tempio di Dio, per volere dello stesso Gesù all’atto della resurrezione, riporta, attraverso la sua direzione in giù, alla necessità di rendere “Fisso il Volatile”.

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La scelta dell’umile pescatore, inoltre, l'”agrammatos” cioè poco esperto delle Scritture, senza preparazione scolastica né tantomeno retorica, ma anche “idiotes”, cioè popolano, uomo degli strati più bassi, bensì all’arresto con Giovanni sorprese il Sinedrio con la sua saggezza, non sembra casuale.

La pietra grezza sembra essere il substrato migliore per la sua trasmutazione. Nella stessa simbologia alchemica la pietra grezza viene associata a Lucifero, o Mastro Pietro del Cantone, nei riferimenti Fulcanelliani ad esempio nell’edificazione della chiesa di Notre Dame. La prima Pietra invece come Pietra Angolare diventa già il perno dell’intera struttura “Cristiana”, una Pietra volatile da “trattenere” per essere fissa. Ma occorrono diverse reiterazioni per ottenerla, quella necessità di estrarre il fisso dal volatile almeno tre volte…”Perché è lui il primo Apostolo, colui che possiede le due chiavi incrociate della soluzione e della coagulazione; è lui il simbolo della pietra volatile che il fuoco rende fissa e densa, facendola precipitare. San Pietro, nessuno lo ignora, fu crocifisso a testa in giù” (Fulcanelli, Amiens, il Mistero delle Cattedrali).
Un crogiolo inevitabile, per il Santo Apostolo, il cui associato simbolo del mercuriale Gallo, canterà ben tre volte….(C.F.)

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(Dall’alto, le “Crocifissioni di San Pietro” del Caravaggio del 1600, di Michelangelo Buonarroti 1545-50 ca, di Masaccio del 1426 e di Guido Reni, 1604-1605)

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