Il Giardino delle Esperidi ed i margini del Caos (The edge of Caos)

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“La connettività è in bilico tra l’ordine ed il caos”

Dove bisogna cercare per nutrirsi all’albero della vita? dove risiede la forza trasmutatoria?
Canseliet afferma che la fontana di vita risiede ai piedi di una vecchia quercia cava, dove in francese chêne (quercia) rimanda per omofonia al greco Χῆν che designa l’oca (uccello che simboleggia il mercurio, da cui il famoso gioco) e alla sua radice Χάiνω che significa schiudersi, aprirsi, essere spalancato e che a sua volta forma il termine Χάος (caos, oscurità, tenebre, mescolanza di elementi) (Canseliet. vol.1).
Ai piedi della stessa quercia, nella Colchide, il giovane Frisso appenderà il prezioso Toson (vello) d’Oro, dell’ariete Crisomello dopo che è stato sacrificato, in onore di Zeus. L’etimo del nome dell’ariete, nato dagli amori di Nettuno (di chiara natura acquosa) e di una vergine, che il Dio mutò in pecora, dopo che egli stesso aveva preso la forma dell’animale maschio, riporta a Κρυσος, (oro) e μελον, termine che indica tanto un montone che un pomo. Quel Toson d’oro, tanto ambito da Giasone e i suoi Argonauti, che Fulcanelli definisce sia come la materia impiegata per l’opera che il suo risultato finale. Quel frutto d’oro dell’albero del giardino delle Esperidi, le ninfe della notte, che, metafora della stessa fontana di vita che scaturisce dalle radici della vecchia quercia, è situato ai margini del mondo conosciuto e sorvegliato dallo stesso Drago (Latona, nascosto) che custodisce il leggendario Vello d’oro.
Il Drago, simbolo della materia grezza con cui s’inizia l’opera, è figlio di Tifone (da Τυφῶν-τύφειν, fare fumo, accendere) e Echidna (vipera con testa e corpo di donna), e pertanto possiede entrambi le nature sulfuree e mercuriali, dal cui nome δράϰων, colui che dorme ad occhi aperti, non riposa mai, espressione di una perpetua e latente vitalità rinchiusa nel corpo minerale (Fulcanelli. Le dimore filosofali vol II).
Questo guardiano e dispensatore dei frutti ermetici, particella del Caos originale e mercurio comune che aspetta di essere trafitto dalla lancia dell’eroe, che insieme all’acqua magica (o i suoi pomi d’oro) rappresentano i tre attori dell’Opera (femmina, maschio e il mediatore).
Ma perché il mediatore si trova nei pressi del Caos, ed i pomi d’oro sono custoditi dal drago e perché la fontana di vita sorge ai piedi di una quercia cava? (C.F.) Continua….

Immagine: “Il Giardino delle Esperidi” di Edward Coley Burne-Jones (1833-1898)

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