Il Giardino delle Esperidi ed i margini del Caos (The edge of Caos) II

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 “Unisci ciò che è completo e ciò che non lo è, ciò che è concorde e ciò che è discorde, ciò che è in armonia e ciò che è in contrasto” (Eraclito Frammenti, 540-480 a.C.)

I sistemi naturali si trovano in una situazione di ordine dinamico, che non è né l’ordine immutabile e statico, né il disordine incontrollabile e potenzialmente pericoloso del caos, motivo per cui Chris Langton, fisico dell’Istituto di Santa Fe (New Mexico), ha coniato alla fine degli anni Novanta il termine di ‘edge of chaos’.
Secondo Bernice Cohen: «Al margine del caos, i confini del cambiamento fluttuano continuamente tra uno stagnante status quo e l’anarchia della perpetua distruzione» (The Edge of Chaos. Financial Booms, Bubbles, Crashes and Chaos, 1997).
L’ordine dinamico è fondamentale perché è proprio in questa condizione che si ha la creazione di novità, la creatività, la vita stessa. La complessità è pertanto uno «stato liquido»: non è né l’immobile status quo del ghiaccio, né l’incontrollabile anarchia del vapore, ma l’acqua che porta la vita.
La matematica Angelique Keene afferma «Lo spazio della complessità è quello stato che il sistema occupa e che si trova tra ordine e caos. È uno stato che abbraccia il paradosso; uno stato in cui l’ordine e il disordine convivono simultaneamente. È anche lo stato in cui il sistema può realizzare ed esplorare il massimo in quanto a creatività e possibilità diverse» (Complexity theory: the changing role of leadership, in «Industrial and Commercial Training», 2000).
L’orlo del caos, situandosi al limite tra ordine e disordine, è una zona ad alto potenziale creativo. Essendo estremamente vicina al caos però, con le sue caratteristiche di imprevedibilità e incontrollabilità, è una zona altamente rischiosa. Infatti il caos si oppone alla distinzione, alla separazione, è indistinzione, confusione, è un misto di potenza distruttrice e potenza creatrice, ma è anche una disintegrazione organizzatrice.
“È una zona di conflitto e di scompiglio, dove il vecchio e il nuovo si scontrano in continuazione. Trovare il punto di equilibrio è una faccenda delicatissima: se un sistema vivente si avvicina troppo al margine, rischia di precipitare nell’incoerenza e nella dissoluzione; ma se si ritrae troppo diventa rigido, immoto, totalitario. Entrambe queste evenienze portano all’estinzione. L’eccessivo cambiamento è letale quanto l’eccessivo immobilismo. I sistemi complessi prosperano solo al margine del caos” (Il mondo perduto, Michael Crichton, 997).
L’orlo del caos è la zona in cui si ha distruzione e creazione.
Per creare bisogna passare attraverso la distruzione. Il grande poeta Thomas S. Eliot descrive in modo sublime questi concetti: «Per arrivare a ciò che non conosci, devi passare attraverso l’ignoranza. Per possedere ciò che non possiedi, devi passare attraverso la mancanza. Per arrivare a ciò che non sei, devi andare attraverso il sentiero in cui non sei».
E Picasso affermava che «ogni atto di creazione è prima di tutto un atto di distruzione». Sono probabilmente gli Indù ad avere la teoria più complessa della creazione e della distruzione: la trinità induista è infatti costituita da Brahma (il creatore), Shiva (che agisce talvolta da distruttore) e Vishnu (l’arbitro), che si occupa di mettere in equilibrio distruzione e creazione. Bisogna stare sulla cresta dell’onda, come i surfisti (Frisso, Φρίξος, onda, flutto) non farsi travolgere a valle (nel caos dei flutti) e nemmeno rimanere a monte (nella zona di stasi e d’ordine). Dobbiamo accettare la sfida di rimanere sul punto di massima energia, all’orlo del caos, tra ordine e disordine, nella zona della distruzione creatrice, nella regione dell’innovazione, nell’area della complessità della vita.

Quando gli alchimisti affermano che nulla puoi senza il Mercurio o che lo stesso è il principio, lo strumento ed il fine dell’Opera, a questo margine e a questa connettività tra l’Ordine e il Caos fanno probabilmente riferimento! (C.F.)

Immagine: la Medusa di Rubens, 1628 (Medusa era una delle tre Gorgoni, sorella di Steno ed Euriale, era l’unica mortale, e viveva con le sorelle in una caverna nel giardino delle Esperidi, vicino al regno dei morti). Alcuni estratti sul caos provengono dall’articolo: il margine del caos di Alberto F. De Toni

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