Dialoghi ermetici V (Solfo e Mercurio)

il Solfo ha un azione coagulativa, fissa, calcina, viene anche chiamato “limite”, a differenza del Mercurio “illimitato”, quindi da forma all’informe, quindi ciò facendo delimita, dà un orientamento, presiede alla causa-effetto. Senza direzione, astrazione, “spirito” (che del Solfo è un altro nome) tutto sarebbe informe, il suo eccesso però diventa restrizione, esclusione, rigidità, secchezza, aridità, tutti questi aspetti sono ben associabili alla terminologia del mondo fisico, ma proviamo a traslarli in quello della psiche. Avremo volontà, decisione, fermezza, ambizione, finanche potere e tutto ciò che risiede nella forza attiva, penetrativa e separativa che lo rappresenta. Gli eccessi? Presunzione, egoismo, prevaricazione, violenza, aggressività, ipertrofia dell’ego, volontà di potenza, finanche desiderio sessuale eccessivo, delirio d’onnipotenza, maniacalità. Dove risiede l’eccesso? Nel mancato tamponamento da parte dell’energia femminile che gli presiede. Infatti il Solfo se agisce da sé va in quella direzione che porta inevitabilmente verso la distruzione (brucia tutto) e non illumina più (non è più guida), spinge verso l’Inferno. In questo potremmo ritrovare che la direzione coagulava del Solfo essendo orientata al limite può dar forma a tutto ciò che noi possiamo definire bene e male. Non a caso se rappresenta lo Spirito in quanto soffio vitale, lo si identifica anche con la conoscenza, quindi energia separativa, astrattiva, che però senza un ethos/eros di comportamento può diventare fine a stessa, sterile, ossessività e speculazione filosofica. Siamo nel mondo della Natura e la stessa necessita di incanalare la sua enorme potenzialità in ogni direzione possibile e per farlo necessita di Solfo, dello Spirito sopra la Materia, ma sempre all’interno della sua stessa “Natura”. Ecco perché un Solfo fuori dalle direttive naturali diventa come una bomba atomica “fuori controllo”. Sono i legami che “trattengono” la materia, le forze attrattive la rendono coesa e coerente. Due atomi d’idrogeno si legano ad uno di ossigeno ed abbiamo l’acqua, il legame è ionico/energia ma la loro attrazione che lo permette è l’informazione mercuriale, che gli presiede. Il Solfo fa il lavoro sporco che il Mercurio gli comanda. Se si va contro-natura e si divide un nucleo atomico di un elemento pesante (con un neutrone) questi libererà altri neutroni che a catena faranno lo stesso su altri nuclei, liberando infine una quantità enorme di energia “nucleare”. Energia senza “informazione” è soltanto distruzione. E l’informazione è sempre nel rapporto tra le parti, nella correlazione, nel Sistema (la Natura ne è un modello). Quindi gli epiteti del Solfo sono il Re, il maschile, il fratello, il fisso, il rospo, il caldo secco, il morto, il leone, il solfo fisso (quello volatile è il mercurio e l’aquila sostituisce il leone), il servitore (la donna bianca che lo governa è il Mercurio), l’inferiore, il nero più nero del nero (da Sendivogio), la testa di Drago (dove il Mercurio ne è la coda). In una visione epistemica moderna potremmo dire che il Solfo è l’Osservatore dove Mercurio è l’Osservato, e l’Osservato è sempre maggiore dell’Osservatore perché lo include ed include anche tutto il resto (ma dovremmo dire anche che non esiste informazione senza che venga decodificata da una azione che la realizza). Questo “simpatico” dialogo immaginario tra i due “attori” potrebbe essere indicativo…

Dialogo immaginario tra Solfo e Mercurio

M. Penso che tu debba portarmi rispetto, non saresti nulla senza di me, ti sono madre, sposa e figlia, vengo prima e dopo di te, sei una mia creatura.
S. Davvero, e chi pensi che ti dia questa forza di procreare, accoppiarti e vivere, cosa puoi senza la mia azione, io sono attivo e penetro, sono la direzione, sono il pensiero, sono il singolo e tu sei multiforme e distribuita e sono io a dare senso alla tua caotica presenza.
M. Quando dici ciò ti lascerei prigioniero per sempre nelle tue illusioni e nei vincoli del tuo corpo. Non andresti da nessuna parte se non fossi io ad ispirarti, a provocarti, ad attirarti. Io nutro il tuo desiderio, non ti sono oggetto nella misura in cui tu non mi sei soggetto. Mi insegui e non sai di volermi? Sei stupido come pensiero.
S. E tu sei inaffidabile, voltagabbana e spesso ingiusta. Ti concedi senza una logica o diventi crudele e basta. Se non mettessi ordine nel tuo modo di fare ci sarebbe poco da fidarsi di un mutaforma come te. Allora sono io a darti l’aspetto migliore.
M. Povero illuso, tu fai soltanto quello che io ti permetto di fare. Io so già che quando sei pronto sarò vergine e bianca per farti diventare più forte e degno. Ricorda che io ti precedo…
S. Non precedi nulla, tu sei un riflesso di mio padre come io lo sono di te ma io gli assomiglio di più, gli sono più affine.
M. La solita presunzione dei maschietti. Tu sei maschio perché ti sono femmina. Ma potrei esserti maschio (e spesso lo sono) ed allora non andresti da nessuna parte. Non nasco dopo tuo padre ma con lui, né prima né dopo. Ma in questo mondo sono la tua luce come il tuo buio.
S. A volte penso che sia meglio essere soli, bastare a se stessi, prendere tutto quello che si può, divorare tutto finché non c’è più nulla da prendere.
M. Vedi, dici di essere forte e poi hai paura, ti ripieghi su te stesso e ti rattristi. Ma sai, in cuor tuo, che questa non è una soluzione, ma è giusto che tu soffra un po’ per capire che è di me che hai bisogno.
S. Allora perché mi rendi tutto più difficile, mi confondi, mi fai del male o mi sfuggi?
M. Te l’ho già detto, se non abbandoni questa presunzione e mi riconosci per quella che sono, non andrai da nessuna parte.
Sei una goccia che vuole tornare al suo Oceano.
S. Va bene, ti seguirò ma voglio che tu sia degna della mia attenzione.
M. Certo, sarò filosofale perché tu sia il figlio dei filosofi. Affinché tu sia di nuovo tuttt’uno con me, con tuo padre…Affinché tu sia la nostra Pietra, il nostro Sale. (Dialoghi Ermetici V. C.F.)

Immag.: Cervo e Unicorno, terza figura del De lapide Philosophico di Lamsprinck (Musaeum Hermeticum, 1659).
Il cervo, simbolo dell’Anima, in contrapposizione all’unicorno che simboleggia lo Spirito.

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