Dialoghi ermetici II (Logica e Immaginazione)

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A. Maestro perché se noi siamo esseri pensanti e pensiamo utilizzando la logica mi dici di provare a “immaginare”
M. Non ti dico di provare a immaginare quando pensi ma d’immaginare pensando
A. Cosa cambia?
M. Cambia che metti la logica al servizio dell’immaginazione e non viceversa perché è la madre che genera il figlio
A. Vuoi dire che la logica sottostà all’immaginazione?
M. Precisamente
A. Ma l’immaginazione è vaga, confusa, incostante e soggetta troppo alle emozioni, confonde la via
M. Quella è la logica
A. Non è possibile, la logica è affidabile, quadrata, sa dove andare
M. In una strada impervia, tortuosa, scoscesa, piena di sassi e insidie, che il viandante deve attraversare per raggiungere la meta designata alla fine della stessa, quanto conta la velocità del cammino per arrivare a destinazione?
A. Conta relativamente perché la velocità non modifica la difficoltà del cammino ma solo i tempi di percorrenza, anzi potrebbe far cadere il viandante
M. Quindi se potessi modificare la viabilità della strada pur rinunciando alla velocità del cammino quest’ultimo sarebbe più agevole?
A. Certo, ma non posso modificare la strada
M. È questo l’errore della logica, che punta solo su se stessa, non “vede” che forse ci sono tante altre strade e si “affanna” a percorrere soltanto quella che si presenta alla sua osservazione
A. Immaginare è vedere altre strade?
M. Immaginare è la strada, la logica è il cammino, ed è la strada a determinare il cammino come la forma a fare il contenuto
A. Perché la logica non sa di essere figlia dell’immaginazione?
M. La logica non sa di essere figlia dell’emozione come non sa di essere figlia dell’immaginazione che di quest’ultima è sorella e figlia
A. Le madri sono due?
M. Come due sono i mercuri, ma una è anche la sposa
A. Da dove vengono le immagini e le emozioni?
M. Non ci è dato sapere da dove vengono ma dove possono condurre
A. Dove?
M. Alle radici
A. La logica non serve dunque
M. Certo che serve ma prima deve riconoscere la madre
A. E quindi?
M. Dopodiché la logica “sposerà” l’immaginazione ed avremo l’Intuizione. (C.Ferraro)

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Immag.: Pallade Atena nasce dalla testa di Zeus – incisione su lastra di rame – 1618; H. von Aachen, Pallade Atena, Venere e Giunone, 1593, olio su tela, Museum of Fine Arts, Boston (i tre “aspetti” del femminile, da dx. emozione, immaginazione ed intuizione…)

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