Il Disturbo Ossessivo ossia il naturale e necessario emergere del Caos…

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La vita è una serie di cambiamenti spontanei e naturali. Non cercare di resistere a questi cambiamenti. Resistere crea solo dolore. Lascia che la realtà sia la realtà e che le cose prendano il loro corso naturale (Lao Tzu)

Il disturbo ossessivo resta una delle psicopatologie più complesse da curare per lo psichiatra e lo psicologo, che in alcune forme gravi assume gli aspetti di una vera psicosi, piuttosto resistente anche alle terapie farmacologiche. La presenza d’idee intrusive, a contenuto spiacevole, in genere con aspetti essenzialmente antietici ed antitetici alla personalità del soggetto in senso lato, come idee di contaminazione, sporco, di disordine o pensieri a sfondo sessuale o violento, contro sé o altri, finanche timore di bestemmiare, che determinano necessità di controllo compensatorio fino a veri e propri rituali (compulsioni), rendono chi ne soffre in balia di se stesso e dei suoi assurdi pensieri.

Teorie psicodinamiche incentrano la genesi di questi pensieri di controllo come meccanismi di difesa (formazione reattive) all’emergere d’istanze inconscie a sfondo punitivo/aggressivo (la vendetta dell’Id contro il Super Io), quelle cognitive incentrano la genesi del disturbo sull’ambivalenza delle figure genitoriali, spesso contemporaneamente punitive ed elogiative, dove atteggiamenti amorevoli sono sovrapposti ad altri di valenza opposta quasi simultaneamente, per cui il bambino percepisce sé come amabile e indesiderabile allo stesso tempo. L’associazione poi dell’emergere di emozioni come rabbia e desideri sessuali slatentizza l’ambivalenza dell’Io e il disturbo stesso.

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Ma l’approccio alchemico ci dice anche altro. Appare evidente come già sottolineato da Jung che quella parte di noi non accessibile alla coscienza, l’Ombra, gioca un ruolo fondamentale in questo disturbo. Chi ne è affetto, un po’ come accade anche nel Disturbo Bipolare, che tralaltro ha una elevata comorbilità con il Disturbo Ossessivo, si trova a confrontarsi con parti di sé che apparentemente non gli sono consone, parti distruttive, rivoluzionare, spesso senza freni, tendenzialmente antagoniste al modo di essere. Sicuramente gli aspetti unilaterali della coscienza ne favoriscono l’emergere  (questo non accade solo nel disturbo ossessivo) e probabilmente il disturbo ossessivo, per quell’affettività ambivalente che caratterizza le prime fasi di vita, rappresentano il terreno fertile per lo sviluppo collaterale di un Ombra ancora più radicale quanto misconosciuta. Ma gli aspetti trasversali a tutte queste forme cliniche di mancato equilibrio tra parti opposte, che nel Disturbo Ossessivo prende una forma piuttosto estrema, ci mostrano una forza dirompente che ha un solo significato: disordine. Disordine da apportare ad un ordine precostituito non adeguato, non capace, non inclusivo delle parti necessarie che lo stesso abbisogna. L’emergere dei pensieri antagonisti opposti sembra il necessario contraltare ad un sistema che non riesce ad adattarsi ai cambiamenti necessari che vengono sollecitati. Il controllo di compenso (compulsioni) non modifica lo stato ma lo tende a cronicizzare, è il persistere di una guerra interna tra fazioni in rivolta quando invece bisogna adattarsi all’esterno e il necessario cambiamento di atteggiamento che lo stesso elicita. Come sempre ogni nevrosi è un punto di svolta necessario ad un nuovo equilibrio, ma nelle biforcazioni in quanto tali sono sempre due le scelte possibili, quella di cambiamento migliorativo e quella di peggioramento. Il sistema spesso involve e non evolve, ed allora il caos trasformativo non desiste, distrugge ma non cessa, cosicché il punto di svolta diventa un punto perenne di una trasformazione che non avverrà mai ma che nello stesso tempo non cesserà di insistere.

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Approcci terapeutici: Il significato stretto del sintomo (paura di sporcarsi, di commettere atti violenti, di bestemmiare, di farsi del male, di trovare disordine, sporco) e le necessarie e scaramantiche misure di controllo compulsivo hanno una importanza limitata, non è tanto il gesto o pensiero temuto ma la sua valenza antagonista ad avere significato appunto caotico. Correlarlo all’emergenza significativa del presente, alla nuova necessità di adattamento, alla richiesta interna o esterna di cambiamento è fondamentale proprio per evidenziare il punto nodale di collasso dell’ordine precostituito. L’emergere inoltre di emozioni a valenza dirompente (rabbia) e pulsionale mostra lo strumento preferito dal caos, il sulfureo, quello stesso “elemento” che in un percorso affettivo conflittuale pregresso, di natura ambivalente, è stato in parte controllato ma che è restato come fuoco sotto la cenere ardente, pronto ad essere riattivato.

Immagini: foto tratte dal sito fotocontest.it, con scatti in gara sul tema degli opposti