Maleficient

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Lux obnubilata; “La lumiere sortant
par soy meme des tenebres” (Anonimo)

“Non vi è mai così tanta luce come nel buio” (Paolo Lucarelli, in Zolla alchimista del verbo)

In Maleficient la Disney prova ad evolvere il Mito:
L’Ombra (Maleficient e le forze oscure/magiche della Natura) recupera il senso, si riappropria del ruolo generativo del caos investito della positività e della necessarietà implicita della (nella) realtà oscura. Soltanto quando il potere (dell’uomo) sfida per la bramosia dell’Io tali Forze (l’uomo nei panni del futuro padre di Aurora con l’inganno ruba le ali alla fata/strega), le stesse tradite manifestano il Male (l’incantesimo maledetto). Inoltre il recupero della purezza dell’uomo (Albedo) con la nascita di Aurora, ristabilisce gradualmente il rapporto incrinato tra la fata/strega, sempre più nei panni della Grande Madre (Maleficient definita Madrina da Aurora stessa, che “protegge” inoltre, a sua insaputa, la stessa durante la sua crescita) e la piccola rappresentante dell’uomo. Quello stesso legame che spezzerà, infine, l’incantesimo malvagio, recuperando il senso materno e la compassione, smarrita nella fata/strega, che da Vergine Nera riappare Immacolata e splendente nella purezza del suo Amore. Infine nel film si rende evidente il trionfo del femminile in senso assoluto, nel ruolo trasversale del femminino sacro, dalla figura di Maleficient/ Natura, del dualismo della stessa (fata/strega), risolto dalla “naturale” attitudine generativa e protettiva insita nella Grande Madre all’innocenza della piccola Aurora e la sua potenzialità fecondatrice di nuove realtà ispirate all’amore stesso (Anima).

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Ancora in merito al film è opportuno sottolineare, in pieno linguaggio alchemico, di come la partogenesi dell’Albedo, della nascita della “Diana dei Filosofi” (Aurora) avvenga nonostante la non avvenuta conciliazione degli opposti, ossia del contrasto persistente tra Maleficient ed il Re (il padre di Aurora, rappresentante dell’uomo). In particolare la giovane Aurora entra nel sonno eterno proprio per la non conciliazione tra gli opposti ed il giovane Principe (il Leone Verde) non riuscirà a destarla….ed allora il Mercurio non ancora filosofico (Maleficient) muta da sé, ossia trova in se stesso la sua grazia, il corvo diventa colomba e la Materia Prima (Caos) genera la sua Materia filosofale. La Natura mostra qui la sua capacità “ermafrodita”, trova in sè il suo Solfo e, quindi, Medusa rianima Diana.

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Questa “Inversione di polarità” esprime la potenzialità della stessa Natura (o Diavolo che si voglia), il suo ermafroditismo (bene e male, maschio e femmina) e ci ricorda la possibilità di compiere l’Opera con il solo Mercurio (come molti Adepti indicavano per pochi Saggi).
Ma anche come la stessa Madre Natura sopravvivrà, comunque e in ogni modo, all’uomo stesso. (C.F.)

“Non tutto ciò che è Nero è buio,
non tutto ciò che è Oscuro è Male,
non tutto ciò che è Morte è Fine,
ma è, misteriosamente, Luce, Vita e Principio
di un anelito divino che brama al suo manifestarsi,
rinchiuso nel ventre di sua Madre.”
(Eleazar)

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