Fenomenologia del Joker come apologia del Caos

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 “La follia, come sai, è come la gravità, basta solo una piccola spinta” (da “Il Cavaliere oscuro” di C. Nolan, discorso del Joker a Batman)

Il Matto è l’ultima carta dei tarocchi, essendo una carta senza numero, che i cartomanti mettono o prima o dopo i 21 arcani maggiori all’atto di mescolare le carte.
Il Matto poi è diventato il Jolly/Joker nella carte da gioco derivanti dagli arcani minori. Ma quale necessità ha il Jolly all’interno di un mazzo da gioco o divinatorio e quali sono le sue caratteristiche?
Il primo naturalmente è l’Imprevedibilità, e nulla è più imprevedibile di qualcosa che non è numerato, definito, codificato, e la sua presenza determina “deviazione” da quello che è a quello che è destinato a essere, che più non sarà. Ciò determina nuove possibilità come nuove disgrazie, ma sempre non previste e prevedibili dal dato di partenza e questo in parte giustifica l’effetto Jolly, che può modificare gli esiti di una partita in corso per chi lo possiede ma anche per chi può sottrarlo al suo possessore.
Il secondo è il Disordine, in parte diretto effetto del primo ma anche conseguenza immediata degli altri aspetti “archetipici” del Matto stesso: l’atemporalità, l’assenza di valore e significato come espressione del nulla e del vuoto, l’adirezionalità del movimento nello spazio, che nel gioco di carte giustifica la possibilità del Joker di assumere il valore della carta che ad esso si associa.
Il terzo è l’Irregolarità, effetto sommatorio dei due precedenti nella relazione con un contesto: quello che vale per le altre carte/persone non vale per il Joker/Matto, la sua unica regola è l’assenza di regole
Il quarto, ma non meno importante, è l’effetto indiretto dell’Inversione; le caratteristiche del Joker determinano un livellamento e un azzeramento delle differenze precostituite fino ad invertire le stesse, non solo per effetto del disordine e quindi della casualità della distribuzione delle forze, non più soggette a meriti e capacità, ma paradossalmente per affinità favorisce coloro che giocano male (o l’agiscono il male) o non sanno giocare (la fortuna dei principianti). È’ il protettore degli Altri, delle minoranze e delle devianze.

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Infine il motivo principale per cui la carta è inserita tra gli arcani maggiori è che paradossalmente è la Matrice da cui si diparte tutto il senso dell’opera e a cui l’opera stessa volge, da cui naturalmente lo si assimila alla Materia Prima ed al Caos. Spesso si afferma che è il tragitto che conta ed in effetti i 21 arcani maggiori sono per l’iniziato istruttivi per il suo cammino ma poi tutto si risolve nel Caos da cui tutto è partito. Infatti il lavoro dell’iniziato si svolge proprio ai margini del Caos, dove il Drago custodisce il suo tesoro, ai confini del Mondo (l’ultima carta dei Tarocchi che precede il Matto).
Ma dov’è la Quercia Cava lì vi è la fonte di Vita, dove origine, strumento e meta finiscono per coincidere ed il Matto somiglia sempre di più al nostro Mercurio….

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Il Joker, magistralmente interpretato,nel secondo episodio della trilogia del Cavaliere oscuro di Nolan, da Heath Ledger, ben manifesta queste caratteristiche soprattutto l’ultima. Ancora più che la carta rappresentata nei secoli dal matto che vagabonda, morso dal cane e senza meta, il Joker di Heath rivendica con forza la sua funzione principale. Tutto deve ritornare al Caos, perché è nella natura dell’uomo, al di là di ogni principio etico di bene e male. Naturalmente senza compiere la “Grande Opera”, ma l’eroe (Batman) gli si oppone e difende la strada e l’ordine costituito.
Ma il Joker sa aspettare, perché è destinato a rivincere sempre dopo ogni apparente sconfitta. (C.F.)

Immag.: Il Joker di Heath Ledger nel “Il cavaliere oscuro” di C. Nolan, il Matto dei Tarocchi.

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