Cinema e simboli

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Fenomenologia di Batman, la forza della disperazione ed il mito dell’Eroe nell’apologia del Buio

“I miti perdono potere se non vengono ripetuti. E se non mi vedono… non parlano di me” (Batman. Terra di nessuno)

Non si può parlare di Batman senza citare la scena “prototipica” che ne causa la nascita: il piccolo Bruce Wayne che assiste alla morte dei due genitori per una rapina. Divenuto orfano (benché ricco ereditario) giura di combattere il crimine ed il male.
Batman non ha superpoteri, si “costruisce” da solo, studia, impara le arti marziali, si sacrifica per tutta la vita per diventare quello che diventa, una macchina perfetta per forza, capacità ed ingegno per contrastare il male.
La forza motrice del suo cammino è naturalmente la “disperazione e la rabbia”, le due emozioni “basiche”, alternanti tra loro, la prima passiva, la seconda attivante ma che si nutre della precedente, prodotto della doppia perdita affettiva e dell’inevitabile percorso depressivo che ne consegue.
Batman sposa in pieno l’iter depressivo, non elabora mai il lutto, lo mantiene “aperto” per tutta la vita. Rivive sempre la sua scena prototipica, che nutre le sue emozioni attivanti, necessarie a compiere e sostenere la “Grande Impresa” che si è incaricato di compiere. Soltanto una rabbia ed una disperazione senza limiti può permettere di compiere l’impossibile, e lui lo compie.
Naturalmente sceglie il Buio, la notte, il pipistrello come archetipi del suo essere e agire, e di conseguenza la solitudine, il dover contare solo su se stesso, una autofiducia compulsiva che poi è alla base del suo compito: correggere tutto il male nel suo mondo, che sostiene come un moderno “Atlante”. In questo diventa naturalmente l’Eroe, l’uomo che si sacrifica per il bene sociale.
Molti hanno tracciato la figura di Batman di paranoia, di cinismo anaffettivo, addirittura di fascismo velato; nulla di tutto questo, è soltanto un “grande” depresso, che ha sposato il Buio, l’angoscia e la rinuncia ad ogni emozione positiva, senza mai crogiolarsi nel suo stesso dolore.
Batman ha una sola regola: non uccidere. L’impresa utopica è quella di impedire a chiunque altro di provare la sua sofferenza, consapevole dell’immensità della stessa, per cui prova a “cancellare” il suo vissuto attraverso il “non farlo rivivere” a nessun’altro, nemmeno ai cattivi.
Nigredo: quando il Buio insegna, fortifica e da vita. (C.F.)