Perché il Caos è femmina…e l’ordine pure? Medusa e Atena, simboli dell’Anima, insegnano…

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Due immagini mitologiche così diverse eppure affini le troviamo in quelle di Athena e Medusa, un affinità che si evince nella funzione primaria che le caratterizza, seppure nei due versi opposti, l’intelletto e la sua perversione….tra l’altro la prima ha pure la testa della seconda sul suo scudo fatto di pelle di capra (l’Egida). Infatti se Medusa è una delle tre Gorgoni che vivono ai margini del Caos (le Esperidi) nella fattispecie quella che rappresenta la perversione dell’intelletto, Athena rappresenta all’inverso la Dea guerriera della conoscenza. Se Medusa si associa al Caos e con il suo aspetto “rettiliano” riconduce inevitabilmente al Drago, Athena nella sua esaltante ed austera bellezza richiama naturalmente la Grazia “vincente” della Natura stessa. Ma perché sono femmina entrambi?? Un esempio di questo accostamento lo troviamo nell’iconografia medioevale e rinascimentale dove spesso al Drago (rappresentante del Caos) si associa la fanciulla “graziosa” prigioniera che aspetta di essere liberata dal prode Cavaliere, qui però abbiamo una situazione inversa (il Drago “trattiene” la Grazia) a quella precedente dove la Dea guerriera ha invece sul suo scudo la testa del “Drago” vinto.

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Ma ritorniamo alla domanda, perchè sono femmina il Caos e la stessa Grazia. La tradizione Alchemica ribadisce che nulla puoi senza il Mercurio pur se lo stesso non “entra” nella costruzione della Pietra. Sappiamo che il Mercurio è femmina e se la Materia Prima è quello stesso Mercurio/Caos che poi diverrà filosofale, ma non è la Pietra, allora la Pietra è il soggetto dell’opera, non il suo prodotto, il Cavaliere. Cosa accade dunque all’Alchimista/Cavaliere, si trasforma egli stesso??

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Un esempio interessante e calzante è quello dell’Artista o dell’Architetto (non a caso le cattedrali gotiche sono dei veri testi in pietra ideati dagli stessi). L’Architetto, l’Artista opera sulla Materia Prima, che in senso concreto può essere tutto ciò di cui abbisogna, dalla calce ai mattoni, finanche ai fogli di carta su cui svilupperà il suo disegno, o ad esempio all’argilla di una statua o le sue stesse idee, cercando di costruire ora un edificio armonioso, utile e ben inquadrato nell’ambiente in cui va ad inserirsi o un opera d’arte di indubbia armonia. Al termine della sua Opera comunque si vedrà alla luce qualcosa di totalmente diverso, utile, necessario, significativo e/o visibilmente armonioso, frutto della perfetta sintonia tra le sue parti, ben diverso dalla materia “caotica” presente in origine. E’ questa la Pietra Filosofale?? No questa è la fanciulla del quadro, la Grazia delle sue parti, l’Opera ma anche l’Anima proiettata dell’Artista nella sua stessa Opera, il riflesso del suo agire. La Pietra è dunque il Cavaliere, il suo mutamento ottenuto attraverso il suo agire, il costruire quell’Opera che mentre viene fuori “modella” il suo stesso autore. Athena rappresenta il riflesso di quest’azione perfetta, vincente, figlia di quell’armonia (Venere?) che la determina ed è insito nella stessa Natura, il mercurio reso filosofale.  Allora il caos è femmina come l’ordine e la grazia in quanto materia prima, strumento, contesto dell’azione, nonché il riflesso del suo agire (il suo stesso significato), agire che naturalmente è maschile. E quando l’Azione è perfetta, l’Agens ( il maschile) attraverso il suo Patients (il femminile) ha reso se stesso quella Pietra filosofale, che è strumento di redenzione del mondo stesso.

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Per avvalorare la tesi invertiamo gli “addendi”, utilizziamo la proprietà commutativa. Nella cultura orientale abbiamo un’inversione di questi significati, ad esempio il Drago è maschile, associato alla luce, allo Yang ma pur associato all’acqua, elemento femminile per eccellenza, questo perché mentre nel mondo occidentale si ha il primato dell’azione sul pensiero, in quell’orientale accade il contrario. Se l’uomo è ordinatore, la sua azione è attiva, quindi maschile, coagulante e agisce sul mondo, l’ambiente, la materia, che è invece di natura femminile, dissolvente. Nel mondo orientale cambia solo la polarità del verso per cui è l’ambiente, il Drago ad agire sull’uomo. Ne deriva che l’uomo è agito dall’ordine quando riesce a “sintonizzarsi” con esso (primato del pensiero sull’azione, della meditazione consapevole, dell’attenzione sull’impulso). Traslato in ambito psicologico questo determina nel mondo occidentale il rafforzamento della Coscienza nei confronti dell’Inconscio (che ben rappresenta il nostro Drago del Caos, il femminile ed il mare magnum delle tenebre) dove nel mondo Orientale al contrario un Ego poco definito e poco volitivo (apparentemente) trova senso e forza in un ordine che lo sovrasta e lo determina e di cui si sente appendice (il maschile?). Che poi ciò abbia determinato nel mondo Occidentale il progresso scientifico e tecnologico che sappiamo, ma a spese spesso dello spirito/pensiero e attraverso la violenza sulla Natura stessa, dove il progresso spirituale del mondo Orientale ha avuto la meglio, ma senza quella concretezza e utilità del primo, questo è deducibile.

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L’alchimista dunque redime la Materia compiendo l’Opera ma è quest’ultima che alla fine redime lo stesso (Pietra Filosofale), l’operatore che (ri)trova la sua Anima attraverso la sua azione, che tra l’altro non può prescindere appunto da quel femminile (Caos-Grazia) da cui si separa per poi ricongiungersi, che sia la sua Opera, il suo Inconscio, la sua donna questo è relativo, perché è il processo che conta ed è questo che alfine lo rende filosofale (il nostro Cavaliere). (C.Ferraro)

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Immagini: Scudo di Atena con Medusa; San Giorgio e il drago di Paolo Uccello (1456); Cadmo uccide il drago di Hendrick Goltzius (1617); Drago cinese; Atena di Rembrandt (1655); Pallade Atena (Pallas Athene) di Gustav Klimt (1898) da notare l’immagine della Medusa sull’armatura a scaglie e una piccola Nike nella mano destra.

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