Il recupero del femminino e del mondo emotivo

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“Quando farete dei due uno, e quando farete l’interno come l’esterno e l’esterno come l’interno, e il sopra come il sotto, e quando farete di uomo e donna una cosa sola, così che l’uomo non sia uomo e la donna non sia donna, quando avrete occhi al posto degli occhi, mani al posto delle mani, piedi al posto dei piedi, e figure al posto delle figure allora entrerete nel Regno.”  (Vangelo di Tommaso)

La lunga tradizione esoterica-alchemica inevitabilmente ha sempre sottolineato la necessità della rivalutazione di quella Materia Prima, deplorevole e apparentemente di poco conto, presente dovunque ma dovunque mal considerata, che ha spinto tutti a ricercarla. Ma tralasciando considerazioni tra la metafora e la realtà fisica della stessa, è facile trovare parallelismo tra queste affermazioni ed il percorso religioso di quelle correnti spirituali che si insediarono tra le terre del Nilo ed il mondo ebraico. In particolare senza affondare in ricerche storiche di queste radici religiose, è con l’avvento del Cristianesimo che tale diramazioni si fanno più consistenti. In particolare si assiste a tutte quelle correnti parallele che troviamo riscontro nel cosiddetto Gnosticismo, dove la figura femminile e le correlazioni con la Materia (Maria Maddalena, Serpente, Sofia Oscura, etc.) acquistano un valore conoscitivo-esperenziale che verrà totalmente “amputato” nel percorso ufficiale Cristiano. Un movimento che riapparirà nell’Alto medioevo, con le figure dei Catari, Bogomili ed il culto del Femminino Sacro.

Ma le Cattedrali medioevali continuavano ad essere innalzate a suo nome e mantenere quelle conoscenze “simboliche” che a tale movimento si riferivano, sotto gli occhi della Chiesa stessa. Un “apparente” movimento pagano che conservava però segreti “orfici” e “dionisiaci” che a quella Materia deplorevole si riferiva. Le figure che si affacciano in quel periodo, come il Bafometto o il Diavolo stesso, assumono per coloro che “sanno” ben altri significati, sono il riscatto di quel mondo emotivo che racchiude il “tesoro” di ogni cercatore, la conoscenza o la pietra filosofale.

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La nostra conoscenza psicologica d’altronde conferma la validità di queste intuizioni religiosi, traslato infatti nel nostro linguaggio psicologico, la psicologia analitica prima e finanche il cognitivismo post-razionalista ha dimostrato che è il mondo emotivo a determinare il pensiero e sempre attraverso questo stesso mondo emotivo che l’uomo può migliorarsi e finanche curare i suoi disturbi, fisici o psichici. Il primato della razionalità si è estinto e l’inconscio sembra essere anche l’unica vera risorsa di miglioramento psicologico e spirituale dell’uomo. Non è l’Es Freudiano ma la Matrice di ogni contenuto, quelle forme formanti archetipiche che possono essere veicolo di trasformazione e benessere e non solo energia pulsionale incontrollata.

Un percorso può unire due punti opposti, ma un uomo non può andare verso entrambi allo stesso tempo. Questo significa che l’uso della razionalità esclude necessariamente quello dell’emotività e viceversa, l’unico modo per farli “coincidere” è accorciare il percorso che li unisce, avvicinarli e lo strumento adatto sembra essere l’immaginazione, un’immaginazione consapevole, attiva e finalizzata e la tecnica il “Solve et Coagula” degli alchimisti. I due poli possono provare a coincidere come è possibile cogliere la simultaneità di bene e male o spirito e materia nella stessa ambivalenza del mondo naturale, ma un dialogo resta sempre comunque necessario, per quella tensione benevola che permette il movimento vitale e l’energia, che gli analisti chiamano libido ed i cognitivisti conoscenza.

Ma dove troviamo questo “materiale” di accrescimento da congiungere alla nostra azione consapevole e logica? Le nostre reazioni emotive, il nostro sentire, il sentire che non gradiamo e attribuiamo all’altro, le nostre fantasie, i nostri sogni, finanche i nostri istinti,                                        la nostra immaginazione, tutte quelle forme di “conoscenza tacita” che rappresentano informazioni ed energia vitale su di noi, l’altro ed il mondo stesso in cui abitiamo e ci abita:

“La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la maestra pietra d’angolo su cui poggia tutta la struttura dell’edificio” (Amyraut in “Il Mistero delle cattedrali” di Fulcanelli)

“…andate, segretamente e minuziosamente in gran silenzio e avvicinatevi alla parte posteriore del mondo e udrete rimbombare il tuono, sentirete soffiare vento e vedrete la grandine e la pioggia cadere sulla terra. Quella è la cosa che voi cercate, la cui fine è la coltura e la fertilità della terra, nella quale il nostro escremento, per azione della natura, muovendo ogni cosa circolarmente, riappare nel nostro nutrimento e da questo viene l’accrescimento del nostro corpo. O quanto questo è ammirevole e salutare per l’uomo che sa” (Theatrum chemicum, 1661)

Nella “Psicologia della traslazione” Jung ci mostra di come il rapporto con il mondo emotivo predilige soprattutto l’Eros e quindi l’Altro/a, in un complesso di relazioni (quaternio) conscio-conscio, conscio-proprio inconscio, conscio-inconscio dell’altro ed inconscio-inconscio che permette il perfetto coincidere di libido e conoscenza, intrapsichica ed interpsichica, trama di vita dell’essere uomo e della necessità dell’altro per la sua individuazione, vedi schema:

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Insomma è la Materia, il rapporto dell’uomo con la sua Natura, ed il suo stesso “dominio” emotivo a rappresentarlo, il luogo di trasmutazione d’elezione ed è solo in questa “casa”, la casa dell’Anima, che gli attori possono cambiare copione…(C. Ferraro)

“Benedetta sia la dea dell’Aurora scintillante
Freyja, la Bellissima,
La piu Appassionata delle Regine.

Insegnami i misteri dell’autentica passione del cuore.
Mostrami i segreti del wyrd.
Cammina con me nella luce delle stelle.
Io accendo questa candela
in una ardente offerta a Te,
Freyja, dea del fuoco etereo”

Immagine in alto: “Le lacrime di Freyja”, dea della fertilità, della guerra, della seduzione e dell’amore, divinità della mitologia nordica, la religione tradizionale pre-cristiana dei popoli della Scandinavia. L’opera erroneamente attribuita a Gustav Klimt, è invece di Anne Marie Zilberman, pittrice contemporanea francese. Al centro la possibile Maria Maddalena nel disegno di Leonardo, ufficialmente la testa di S. Giovanni Evangelista al museo di Strasburgo.