L’anima e/è il serpente

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“Così la pianta dell’edificio cristiano, col segno della Croce, ci rivela la qualità della materia prima, e la sua preparazione; per gli alchimisti quest’indicazione termina con l’ottenimento della Prima pietra, pietra angolare della Grande Opera filosofale. Su questa pietra Gesù ha costruito la sua Chiesa; e i liberi muratori medioevali hanno seguito simbolicamente l’esempio divino. Ma prima che fosse tagliata, per servire di base per l’opera d’arte gotica così come per l’opera d’arte filosofale, questa pietra ancora grezza, impura, materiale e grossolana era lavorata per raffigurare l’immagine del diavolo. Notre-Dame de Paris possedeva un geroglifico simile, che si trovava sotto la tribuna, all’angolo della clausura del coro. Era una statua del diavolo, che spalancava un’enorme bocca nella quale i fedeli venivano a spegnere i loro ceri; di modo che il blocco scolpito appariva sporco di gocce di cera e di nerofumo. Il popolo chiamava questa statua Mastro Pietro del Cantone, nome che è stato sempre incomprensibile agli archeologi. Questa figura, destinata a rappresentare la materia iniziale dell’Opera, umanizzata sotto le spoglie di Lucifero (che porta la luce, – la stella del mattino), era il simbolo della nostra pietra angolare, la pietra del cantone, la pietra maestra del cantone. «La pietra che i costruttori hanno scartato, scrive Amyraut (M. Amyraut, Paraphrase de la Première Epìtre de saint Pierre, capitolo II, v. 7.  Saumur, Jean Lesnier. 1646, p. 27.), è diventata la pietra maestra d’angolo, sulla quale si basa tutta la struttura dell’edificio; ma essa è anche un ostacolo e pietra dello scandalo, contro la quale essi si scagliano andando incontro alla propria rovina.» (Il Mistero delle Cattedrali, pag. 38-39, di Fulcanelli)
Immag.: il Diavolo e l’acquasantiera di Rennes-le-Château

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