La “Materia Spirituale”

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“L’operazione alchimica si annuncia dunque come una tipica operazione psico-spirituale, non certo nel senso che i testi alchemici siano una “allegoria dell’Anima”, ma nel senso che le fasi dell’operazione realmente compiuta, simboleggiano con le fasi del ritorno dell’Anima a sé” (Henry Corbin)
“La Materia Prima si estrae da te, tu sei la sua miniera, la si può trovare presso di te e trarla da te, e dopo che ne avrai fatto esperienza aumenterà in te l’amore per essa” (Testamentum o Liber de compositione alchimiae di Morieno, trad. latina del 1144)
Lo spirito non è opposto alla materia, secondo gli alchimisti, ma ne rappresenta il suo “corpo sottile” che ben lungi dall’essere estraneo alla stessa ne è invece la sua origine e matrice, come dell’uomo e della materia su cui egli stesso opera. Per cui attraverso quella congiunzione tra i suoi estremi (corpo e spirito) della stessa materia prima, quella inclusione necessaria del “quarto dei tre” (la reintegrazione della quaternità, secondo Jung), attraverso il lavoro sulla materia stessa, simbolo del femminile, l’uomo accede prima alla conoscenza di sè poi alla conoscenza universale. Quell’accesso al mondo degli archetipi, secondo Jung, o l’ “imaginale” di Corbin, spazio intermedio (terzo degli opposti) che solo materia non è né tantomeno solo spirito, ma strumento e fine epistemico della nostra materia spirituale. (C.F.)