Il Segreto dei due Mercuri

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 “Sebbene la Madre non entra come Sostanza nella Grande Opera, è lei che rincrudisce, da vitalità, genera o rigenera, e per sua intercessione i metalli volgari si mutano in metalli filosofici e anche se non rimane con i corpi che ha diluito, purgato o animato, è il soggetto dell’Opera, il soggetto dei Saggi. A tal punto che i Saggi stessi lo hanno definito l’unica Materia dell’Opera. Nulla puoi senza il Mercurio” (estratto da Le Dimore Filosofali, il mito alchemico di Adamo ed Eva, di Fulcanelli).

“Benché hanno egualmente il nome di Mercurio, esiste dunque un altra Madre, figlia della prima, e la distinzione di questi due Mercuri, uno agente di rinnovamento l’altro di procreazione, è il compito più arduo per il neofito della Scienza. Tra i tanti nomi utili che hanno descritto l’unione dello zolfo e questo mercurio, oltre ai soliti (madre e padre, sole e luna) sono da rilevare il “vegliardo e la giovane vergine” e “fratello e sorella”, perchè essi derivano da una madre comune e la loro diversità deriva dalla differenza d’età e d’evoluzione più che dalle loro affinità. Questa femmina della pietra, questo secondo mercurio di cui lo zolfo ha bisogno, è necessario per rinvigorire e rigenerare lo stesso. Questa divina fontana, ninfa celeste o casta Diana è pura e vergine e non è macchiata dal legame spirituale che l’unisce alla pietra. Questi due Mercuri sono spesso rappresentati come due galli” (estratto da Le Dimore Filosofali, il mito alchemico di Adamo ed Eva, di Fulcanelli).

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“[La madre versa dell’acqua da un bacile all’altro (che scoprirà in seguito appartenere alla sorella del sognatore). Quest’azione viene eseguita con grande solennità, essa ha infatti un importanza estrema per l’ambiente del sognatore. Successivamente questi viene ripudiato dal padre]. Come il padre rappresenta la coscienza collettiva, così la madre rappresenta l’inconscio collettivo, la fonte dell'”acqua di vita” (la fons signatus, πηγή in greco, come attributo di Maria). L’inconscio inverte la localizzazione delle forze vitali, ciò che è indizio di un cambiamento di ottica. Quando il sognatore ha ricordato più tardi ci dà la possibilità di riconoscere che sia qui l’origine della fonte di vita: è la sorella. La madre è partecipe di un ordine superiore al figlio, la sorella invece fa parte del suo stesso ordine. La degradazione dell’intelletto libera così il sognatore dal dominio dell’inconscio, e quindi dell’infantilismo. E’ vero che anche la sorella è un residuo del passato; ma dai sogni successivi sapremo definitivamente che essa è la portatrice dell’immagine dell’Anima. Per questa ragione ci è lecito supporre che il trasferire l’acqua di vita sulla sorella significa in fondo che la madre è stata sostituita dall’Anima” (Sogno 15, Sogni iniziali; p.73-75; Psicologia e Alchimia di C.G.Jung)

“Dobbiamo fare il salto oltre la psicoanalisi. Essi non sanno della rigenerazione, ma soltanto della generazione. La terapia dev’essere rinascita; ma la psicoanalisi non crede che l’uomo possa rinascere”
(C.G. Jung)

Immagini: i due Galli (in alto) trainano il carro di Mercurio nell’immagine della tavola di Mercurio, la regina Bianca in Splendor Solis di Salomon Trismosin; la “Fons Mercurialis” dal Rosarium philosophorum

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