I nomi dell’Alchimia: Nigredo

La Nigredo o putrefactio è uno stadio del processo alchemico. Essenzialmente è un passaggio obbligato di quel percorso di trasformazione della materia che viene definito La Grande Opera. Non è unico, nel senso che può ripetersi più volte e non è necessariamente iniziale, quindi può presentarsi anche durante il corso del lavoro/magistero dell’alchimista. Il nome è associato al colore nero, da cui la famosa frase: nero più nero del nero, inoltre l’animale simbolo che richiama la nigredo è appunto il corvo (per il piumaggio scuro dell’uccello da cui il modo di dire nero corvino). Ma il corvo, animale da funesti presagi, richiama anche la morte, il cadavere (di cui spesso si ciba nei periodi invernali) e la putrefazione dei cadaveri stessi. Il mito associato è quello di Saturno, e corrispettivo pianeta, il più lontano dalla luce del sole (i Saturnalia feste di rigenerazione e sovvertimento dell’ordine presso i Romani, nel solstizio d’inverno, ben si associa al senso della nigredo). O ancora si associa alla carta senza nome degli arcani maggiori, la XIII, raffigurante appunto la Morte. Quindi si associa anche alla stagione invernale, con la riduzione della luce solare e la fase di “decadenza” della natura stessa, che però paradossalmente rappresenta anche la potenziale rinascita del seme in fase di germinazione, che fiorirà in primavera.

Ed a questo binomio morte/rinascita, distruzione/costruzione che simbolicamente la fase si riferisce. Traslato in ambito psicologico molti hanno associato la Nigredo allo stato depressivo e la stessa melanconia (che non è la nostalgia) dove la perdita di significato (ma anche di persone, cose, benessere, affetti, etc., che al significato o investimento libidico comunque riconduce) determina quel rallentamento psico-motorio, umore nero, assenza di interesse, piaceri o affetti, che all’Inverno della vita riconduce. Saturno/Crono, espressione del tempo e della Materia che al tempo è sottomessa (senza tempo non c’è materia, a tal punto che si equivalgono) divora il figlio, come la Natura se stesso nella decomposizione-putrefazione, ma in effetti libera una “forma” per “in-formarne” una nuova, per cui la Nigredo rappresenta la massima potenzialità di cambiamento per la Natura e l’Uomo stesso, non prima però che l’ordine venga destrutturato dal Caos (altro simbolo per eccellenza della Nigredo, e della Materia Prima, a tal punto da sovrapporsi con la stessa). Per questo stesso motivo la depressione viene associata alla nigredo come alla possibilità di cambiamento che la stessa comporta.