Eris ed Eros, dalla Materia Prima all’Oro filosofale

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“Totus mundus in maligno positus est” ma “Transit Eros in Eris” (Le dimore filosofali. Fulcanelli)

“Nel Typus Mundi, nella quinta immagine, l’Amore (Eros) fa ruotare, per mezzo di una frusta di pelle d’anguilla, la sfera del Mondo sul segmento verticale della sua croce che funge, per l’occasione, da asse. Amore è, inoltre, minacciato dalla Discordia (Eris), dalla chioma e la frusta (dracaina=dragonessa, frusta) costituite da serpenti avvinghiati e torcentisi irritati e pronti a mordere in qualsiasi caso”. (Le dimore filosofali. Fulcanelli)

Eugène Caseliet nel commento a “Le dodici chiavi della filosofia” di B. Valentino fornisce le seguenti indicazioni: “ L’osservazione e l’analisi confermano ciò che insegnano i filosofi, quando assicurano che il mercurio è un minerale grossolano, impuro, nero, scaglioso (ed è proprio per questo ultimo epiteto che gli è stato denominato dragone ), sebbene in lui tutte le forze e le virtù metalliche siano potenzialmente incluse, in una parola , una massa confusa di materia primitiva rimasta intatta nella solitudine delle caverne rocciose ”.
Nicolas Flamel in “Le Livre des Figures Hiéroglyphiques” si sofferma suoi luoghi dove l’appassionato d’Arte potrebbe fare siffatti , spaventevoli incontri: “ Sono questi i Dragoni insonni che gli antichi poeti hanno messo a guardia delle Mele d’Oro del Giardino delle Esperidi. Sono questi sui quali Giasone, nel racconto del Vello d’Oro, versò il succo preparato dalla bella Medea”.

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Basilio Valentino nel “Trattato dell’Azoto”, invece, pone l’accento su alcuni pericoli che l’imprudente ricercatore potrebbe correre: “Materia Prima: io sono il dragone velenoso, presente ovunque, e che si può acquistare a poco prezzo. La mia acqua e il mio fuoco distruggono e compongono se tu non mi conosci perfettamente, tu distruggerai i tuoi cinque sensi a causa del mio fuoco. Dalle mie narici esce un veleno immaturo che è stato la causa della fine di molti. Separa dunque con artificio il sottile dallo spesso Io sono il vecchio dragone presente in tutta la terra […] ”.
Nella prefazione delle “Le dimore filosofali” di Fulcanelli, Canseliet riporta le parole dell’autore: “E così, l’oro filosofico, anche se pieno d’impurità, circondato da spesse tenebre, coperto dalla tristezza e dal lutto, deve essere considerato come l’unica e vera materia prima dell’Opera; allo stesso modo in cui la vera e unica materia prima è il Mercurio, da cui è nato quest’oro invisibile, miserabile e sconosciuto”.
E Filalete nel suo “Entrata aperta al Palazzo chiuso del Re” dice:
“Nota, inoltre, che la nostra Calamita possiede un centro nascosto, cha abbonda di sale, nella sfera della luna, è il mestruo che ha il potere di calcinare l’Oro.”

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E’ questa dunque la Pietra che causa d’inciampo può diventare pietra d’angolo? La luce nel buio, la spinta della materia e la sua sublimazione, la forza elementare ed il suo fuoco segreto, la rabbia dalla disperazione, dalla passione all’amore, dal Caos la Vita. (C.F.)

“L’Anima ha in sé il suo scopo e il suo fine” (Moore)

Immagine: V tavola intitolata “Hic vertitur orbis” del Typus Mundi di Philippe de Mallery, RR.C.S.I.A; Eris su vaso greco;  Eris dipinta da Emily Balivet, come regina del Caos, con le otto direzioni della stella caotica.

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