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Assunzione vetrata

“Come un orefice prende la materia di un gioiello e con essa foggia un disegno nuovo e più bello, allo stesso modo questo ātman scrollandosi via il corpo e rendendolo insensibile, ne foggia una forma nuova e più bella, quella di uno dei padri (piṭr) o di un gandharva o di un deva o di Prajāpati o di Brahmā o di altri esseri”  (Bṛhadāraṇyaka Upaniṣad)

Si sente parlare spesso di Karma, Karma familiare e costellazioni varie, ma vi è un destino legato non necessariamente a chi ci ha preceduto ma agli elementi che ci compongono (che tralaltro lo costituiscono comunque) paradossalmente un Karma molto più antico dei nostri stessi avi. Ad esempio quell’insieme di “coordinate” astrali che costellano la nostra nascita o forse anche il concepimento. Non è un tempo longitudinale, quello di chi ci ha preceduto ma ciclico e trasversale, ma non per questo meno antico, anzi. A dir il vero esiste già una “scienza” o presunta tale che si occupa di ciò, si chiama astrologia, anche Jung se ne interessò. Ma questo Karma “prenatale” lo troviamo anche nei meandri non solo del tempo trasversale, ma dell’effetto dello stesso con quello longitudinale, se presupponiamo che la materia di cui siamo composti interagisca nel tempo con tutto ciò che la costella (nel caso umano si chiama selezione ed adattamento). Quindi i diversi aspetti biologici che ci costituiscono, che variano nel tempo trasmettendosi per generazioni a generazioni, effetti di queste stesse interazioni “tra la Materia stessa”. Un esempio, in ambito psichico, sono i cosiddetti temperamenti (ha il carattere del Nonno, è irritabile, da quando è nato…) mai riconosciuti dalla scienza ma sempre ipotizzati (quest’ultimi poi essendo ereditari, come sembra, sono inevitabilmente compresi anche nelle vicissitudini dei nostri avi, rafforzando il peso di una eredità biologica e psicologica, tra loro intricati). E’ comunque il Karma dell’uomo e del suo rapporto filiale con Madre Natura, è il peso della Materia e del suo rapporto con tutto ciò che ci circonda, un disegno biologico che comprende dal codice genetico all’influsso degli astri, dall’istinto finanche ai movimenti rotatori del globo terrestre. Di questo “debito” biologico che ci costituisce, l’uomo cosa ne deve fare? L’Alchimia dice di provarlo a riscattarlo, e di trasformare questo piombo “Saturnino” in oro filosofale, dare al nostro Karma “naturale” una direzione migliore, fare della nostra natura quindi una Natura migliore. Pagare il nostro debito biologico affinché possa diventare un credito per le future generazioni….

assunzione

Lo strumento è la conciliazione degli Opposti, il fine la Redenzione della Materia…

“Il mysterium coniunctionis simboleggiato in svariate maniere, ma in particolare come «matrimonio alchemico», si esprime fondamentalmente per mezzo di paradossi, cosicché è la massima contraddizione a garantire la conciliazione degli opposti” (B. Nante, Guida alla lettura del LR, Cap.6)

ass

“Ora, tutte queste immagini mitiche rappresentano un dramma dell’anima umana al di là della nostra coscienza, in cui l’uomo è o colui che dev’esser redento o colui che redime. La prima for­mulazione è cristiana, la seconda alchimistica. Nel primo caso l’uomo attribuisce a sé stesso il bisogno di esser redento, e trasferisce sulla figura divina autonoma l’opera di redenzione, il vero e proprio “opus”; nel secondo caso egli si assume il dovere di com­piere l’“opus” liberatore, attribuendo lo stato di sofferenza, e dun­que il bisogno di redenzione, all’anima mundi imprigionata nella materia (Psicologia e alchimia, cap. 3, L’opera di redenzione. C.G. Jung)

libro rosso

La redenzione assimila la Materia/il Male/il Femminile/l’Inconscio dunque e ne permette l’evoluzione….

“L’alchimista lavora alla imperfezione di questa realtà permettendone la sua rivelazione e realizzandola completa la sua funzione, liberando il Dio la redime, e redimendola la fa risorgere” (estratto da Jung in Mysterium Coniunctionis).

Ed appunto in questo processo di morte e rinascita trova spazio il movimento ed il tempo (essendo appunto un processo), un processo di eternità, fatto di errori, conoscenza, redenzione,  ed evoluzione, la Natura vince sempre la Natura….(C. Ferraro)

Immag.: Particolare vetrata Duomo di Siena con Assunzione della Vergine; Durante Alberti (Sansepolcro, 1556 – Roma, 1613) Assunzione della Vergine; il vertiginoso e mandalico “L’Assunzione della Vergine”, di Correggio, databile al 1524-1530 circa e situato nella cupola sopra l’altare maggiore del Duomo di Parma; immagine del Libro Rosso di Jung

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