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“Ho viaggiato sulla spalla della morte, ho assaporato il Caos, l’ho visto spezzare le forze di volontà più inamovibili, l’ho visto annegare le convinzioni più salde. E spesso mi sono domandato…a che serve resistere? Perché lottare così strenuamente? Pensieri cupi che mi accompagnano sempre, una gelida logica, la più oscura matematica celestiale, un orribile morsa per cui esiste un sollievo soltanto, ricordare…Rimembrare com’era stare in mezzo a loro (gli umani) conoscere la loro paura, il loro dolore, la lotta alla base della loro resistenza, percepire il calore della gioia della vita, restare sgomenti innanzi alla bellezza, fissare l’oscurità…e scegliere la luce” (Dialogo interno di Silver Surfer, Infinity, Marvel Comics)

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A. Cos’è il Caos Maestro?
M. Non puoi definire l’indefinibile
A. Posso provare a capire cosa non è allora?
M. Prova
A. Non è la vita
M. Non è la vita, non come la conosciamo noi
A. Non è la luce
M. Non è la luce, non come la conosciamo noi
A. Non è l’ordine
M. Non è l’ordine, non come lo conosciamo noi
A. Non è il principio
M. Non è il principio, non come lo conosciamo noi
A. Non è il bene
M. Non è il bene, non come lo conosciamo noi
A. Allora posso dire che è morte, buio, disordine, fine e male come li conosciamo noi?
M. Puoi dirlo, ma puoi definire i limiti della tua conoscenza?
A. Non posso
M. Allora è il tuo limite a definire cosa è o non è il Caos.
Inoltre il tuo limite è anche separare, perché la conoscenza è separazione. Separi l’atomo, il bene dal male, il padre dalla madre ed è giusto che tu lo faccia se vuoi conoscere, questa è la vita. Ma se non puoi separare qualcosa allora non potrai conoscerla
A. Quindi non conoscerò mai il Caos?
M. No
A. Ma quello che non conosco posso immaginarlo?
M. Certo, immaginare non è separare ma è al contrario includere ed amplificare, inoltre non è conoscere ma al massimo com-prendere, prendere con se, ma se immagini non vedrai più queste categorie che hai citato…
A. Allora cosa vedrò, confusione?
M. Non sarà confuso ma sarà diverso, non sarà definito ma indefinibile….
A. Quindi non posso conoscere il Caos con la logica e le categorie?
M. Quelle possono essere uno strumento al servizio dell’immaginazione se saprai utilizzarle
A. Come possono essere da guida le parole per definire l’indefinito
M. Con la contraddizione, in alchimia si usava l’ossimoro….
A. Allora se immagino il Caos ed utilizzo aggettivi tra loro contraddittori posso provare a “comprenderlo”?
M. L’hai già fatto! (C.F.)

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“Dunque, per primo fu il Chaos, e poi
Gaia dall’ampio petto, sede sicura per sempre di tutti
gli immortali che tengono le vette dell’Olimpo nevoso,
e Tartaro nebbioso nei recessi della terra dalle ampie strade,
e poi Eros, il più bello fra gli dèi immortali,
che rompe le membra, e di tutti gli dèi e di tutti gli uomini
doma nel petto il cuore e il saggio consiglio” (Esiodo, Teogonia, 116-125. Traduzione di Graziano Arrighetti, in Esiodo Opere : 1998 Einaudi-Gallimard; 2007 Mondadori, p. 9)

“Il drago possiede la capacità di assumere molte forme, che sono però imper-scrutabili” (bestiario di Borges)
Immagini: Magnum Chaos, dalle tarsie del coro di Santa Maria Maggiore di Bergamo; la Stella a otto punte, simbolo del caos (e di Venere e dello stesso Lucifero);
il Drago (simbolo del Caos e della Materia Prima) del “Ripley scroll”, 1570 ca.

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