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“Il frutto dell’albero della vita è la fontana di giovinezza dei vecchi alchimisti, cioè la fonte di acqua viva che scaturisce dalle radici della vecchia quercia (chēne) che quando è vecchia e cava è designata, in greco antico, saronis, prossimo a sarôn che indica il sesso della donna. Chêne, la cui radice è il greco chaino che significa aprirsi, essere spalancato e da cui si forma chaos, designa non solo l’idea del caos e le tenebre ma anche larga apertura ed abisso. Quando si sa che gli alchimisti chiamarono caos la loro materia, la loro Mater, si comprende meglio perchè il piccolo Gesù sia venuto al mondo in una caverna” (Canseliet. L’Alchimia. Simbolismo ermetico e pratica filosofale)

“Nel quinto foglio (del libro di Abraham) vi era un bel roseto in mezzo ad un bel giardino, appoggiato ad una quercia cava, ai cui piedi gorgogliava una Fontana di acqua bellissima, che andava a precipitarsi negli abissi…..” (N. Flamel. Figure Geroglifiche)

” ….trovai una piccola fontanella bella e chiara, tutta circondata da una bella pietra. E questa pietra era sopra un vecchio tronco cavo di quercia…” (il Libro del venerabile Dottore tedesco Messer Bernardo, conte della Marca Trevisana)
E’ dunque il vuoto che determina le proprietà della materia, noi stessi siamo delle piccole fluttuazioni attorno al vuoto consueto?
Lo spazio vuoto non è affatto vuoto: appare tale solo perché la creazione e la distruzione incessante di particelle ed altre strane entità si verifica in esso su intervalli temporali brevissimi e tali comunque da non lasciare allo sperimentatore il tempo materiale per la loro rilevazione. Questa incredibile proprietà del vuoto scaturisce dalla combinazione della meccanica quantistica con la relatività di Einstein. Una conseguenza diretta della meccanica quantistica (o fisica dei quanti) è il principio di indeterminazione di Heisenberg il quale afferma che il mondo microscopico possiede un’incertezza di fondo: l’impossibilità di determinare con precisione assoluta i parametri fisici delle particelle di piccole dimensioni. Nel vuoto questa incertezza si manifesta sotto forma di piccole fluttuazioni energetiche che vanno e vengono senza sosta e che in parte si convertono in entità materiali. La teoria della relatività, attraverso la famosa equazione E=mc² (energia uguale massa per velocità della luce al quadrato), suggerisce infatti che l’energia possa trasformarsi in materia e viceversa. Per la precisione la materia si genera a partire dall’energia sotto forma di particella e antiparticella (ad esempio elettrone e positrone insieme) dalla vita brevissima: per tale motivo esse vengono chiamate “virtuali”. Le particelle virtuali quanto più sono grandi tanto meno vivono, ma in quel breve lasso di tempo potrebbero anche diventare reali (cioè particelle effettive) se potessero disporre di una fonte di energia adeguata.

“Recentemente il Nobel Luc Montagnier ha annunciato che i segnali elettromagnetici emessi da frammenti di Dna sospesi in acqua sono capaci di rigenerare gli stessi frammenti in un altro recipiente in cui siano presenti, disciolti in acqua, gli ingredienti chimici che formano il Dna. Questi segnali presentano una struttura frattale, armoniosa nel suo ripetersi in forme similari. Essi sembrano presentare una struttura musicale; esistono cioè “accordi tra le note” costituenti i segnali. Questa dinamica unificante deve misurarsi con una dinamica opposta, potenzialmente dissolvente, generata dagli urti tra i componenti del sistema. Ad alta temperatura gli urti sono così violenti da impedire alle fluttuazioni spontanee dei corpi di produrre una musica coerente complessiva. A bassa temperatura invece esiste la possibilità che le fluttuazioni quantistiche diano luogo a una fluttuazione collettiva unitaria dell’insieme dei componenti, che acquista perciò una sua, possiamo dire, forma espressiva, un suo linguaggio che esprime la funzione di quella struttura materiale data.
La visione del mondo forzosamente imprigionato nell’antinomia caso-necessità dovrà cedere di fronte alla visione del mondo fondata sull’armonia delle musiche interiori dei suoi componenti.” (da: “Quando il vuoto è pieno” di Emilio del Giudice e Giuseppe Vitiello)
Il vuoto che contiene, come un grembo di una madre, il Caos che genera la vita e, tra le sue trame, l’armonia nascosta….

Immagine di Alessandro Bulgarini

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