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È’ arrivato il settimo episodio della saga cinematografica più famosa al mondo, quella che da quasi quattro generazioni ha sempre attirato il pubblico giovanile del globo intero, da sempre affine alla fantascienza, anche grazie alla facile identificazione con i suoi guerrieri della forza, gli Jedi, protettori dell’equilibrio delle energie cosmiche e delle umane (per modo di dire, vista la poliedricità delle razze in gioco) disavventure: Star Wars.
Una storia “epica” ambientata in un futuro indefinito dove diversi sistemi planetari con i suoi molteplici abitanti convivono nelle spazio illimitato, ma con dinamiche di conflitto e potere molto simile a quelle della storia reale (e fantasmatica) dell’uomo. Il primo episodio (Star Wars) datato 1977, che poi diventerà il quarto per successione temporale, con la pubblicazione della seconda trilogia tra il 1999 ed il 2005, che narrerà gli eventi precedenti allo stesso, rappresenta il punto di partenza dell’intera saga con i suoi protagonisti ora simboli del bene (Luke Skywalker, Yoda e gli altri maestri Jedi, Yan Solo, la regina Leyla) ora del male (il Governatore/Imperatore Palpatine, Dart Fener e l’esercito imperiale). Ma il vero tema di base che caratterizza l’intera opera cinematografica è l’esistenza di un potere “naturale”, che diventa arma nei suoi seguaci, sia del bene che del male, capace di modificare gli equilibri tra i due schieramenti, una “energia vitale” con i suoi due lati opposti (luce ed oscurità) che sembra determinare l’evoluzione della storia di tutto il sistema interplanetario e dei suoi abitanti: la Forza. Cosa rappresenta questa Forza? Sembra molto richiamare quell’energia caotica ma vitale e necessaria al sostentamento dell’Universo, una “forza” appunto, addirittura quantificabile nelle cellule di ogni organismo vivente, attraverso il numero dei suoi Midi-chlorian, forme di vita microscopica all’interno delle cellule di ogni essere vivente, che sono un collegamento ad essa e misura della capacità dello stesso individuo di usare la Forza stessa. L’uomo (ed ogni essere vivente) come ricettacolo di una trama energetica che determina la Materia stessa e la sua esistenza. Questa Forza richiama alla mente lo Spirito Universale degli antichi alchimisti, la Materia Prima, quello spirito vitale che, come dice la Tavola di Smeraldo, sale dalla terra al cielo e ridiscende in terra (“Ascendit a terra in coelum, iterumque descendit in terram, et recipit vim superiorum et inferiorum”).

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Ma è il personaggio di Dart Fener, emblema del male, che sembra attirare più di tutti la nostra l’attenzione. Inizialmente uno Jedi, protettore dell’equilibrio e del benessere collettivo. Ma la perdita della madre, in modo violento, mal interpretata da un quotidiano famoso come un Edipo irrisolto (ma l’Edipo è soltanto simbolo d’altro…) sarà l’evento “traumatico” che determinerà la seduzione della parte oscura della Forza per il nostro, insieme al “desiderio” di modificare gli eventi, che attraverso sogni premonitori prevedono anche la perdita della sua compagna (che avverrà comunque). Questo determinerà l’uso della Forza per scopi individuali, malconsigliato dal suo nuovo maestro Sith, Palpatine, antitesi dello Jedi. L’attaccamento e la perdita, temi che in psicologia sono spesso chiamati in causa come eziopatogenesi dei disturbi psichici, assumono una connotazione più ampia, riflesso di un agire ed un non agire inglobati in un meccanismo che va al di là dell’azione del singolo stesso e del suo vantaggio/svantaggio personale, ma “compreso” in un ottica più universale e longitudinale (a lungo termine), appunto quella di un equilibrio delle forze con cui l’uomo deve confrontarsi pena la sua stessa estinzione.

Perché sono sempre le emozioni negative a contraddistinguere sempre i nostri ricordi e caratterizzare gli eventi più significativi della nostra vita? L’uomo nasce dalla rabbia e dalla disperazione e saranno queste emozioni a caratterizzare il percorso di Fener, in maniera non dissimile di quanto accadde nell’Adamo primordiale, strappato dall’Eden e separato dalla sua parte femminile.

image (Particolare dell’Espulsione dall’Eden del Masaccio)

image (Eva viene generata dalla costola di Adamo. Di Lorenzo Maitani e bottega, dettaglio della facciata del Duomo di Orvieto)

L’Adamo primordiale, dove i due opposti non sono ancora divisi e la cui separazione determina il “dialogo” della vita stessa. Ogni processo vitale in questo mondo, compreso lo sviluppo dell’uomo e della sua psiche, sembra sottostare a questi processi di separazione “dolorosa” e di riavvicinamento, che sono caratterizzati poi da quella “variante percettiva” che noi chiamiamo emozioni. Sono quest’ultime, vera forza e fardello dell’umano esistere, che spesso determinano gli eventi, le scelte e di conseguenza il percorso del singolo. Come nel nostro Fener, la sua opposizione a tale sofferenza, determina la sua “ambizione” di modificare gli eventi, ad ergersi al ruolo di Dio, inevitabilmente arrecando sofferenza e morte a quanti gli si oppongono. L’uomo nasce nella sofferenza, reminiscenza del suo ancestrale “inizio”, ma attraverso la stessa “ricompone” quella separazione, che rappresenta la sua stessa vita ed il suo fine. Sarà il figlio di Dart Fener, Luke Skywalker, con il suo amore a redimerlo e sottrarlo al lato oscuro della Forza, portando equilibrio nella stessa, riconsegnandolo alla Grande Madre, e liberando il suo Solfo dalla prigionia del Piombo. Dove tutto ha inizio tutto fa ritorno, l’Adamo diventa l’Androgino, nel mentre la vita e la morte, il bene e il male. L’Opera è compiuta.

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“Adam as prima materia, pierced by the arrow of Mercurius shows a very woody arbor philosophica growing out of a man’s groin. It is from Miscellanea d’alchimia (Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze, Codex Ashburnham 1166, folio 16) and was reproduced in Carl Jungs Psychology and Alchemy” (C.F.)

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