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Solfo alchemico:

“S’i’ fosse foco, ardereï‘l mondo;
s’i’ fosse vento, lo tempestarei;
s’i’ fosse acqua, i’ l’annegherei; …
s’i’ fosse Dio, mandereil’ en profondo;
s’i’ fosse papa, sere’ allor giocondo,
ché tutti cristïani imbrigherei
s’i’ fosse ‘mperator, sa’ che farei?
A tutti mozzarei lo capo a tondo.
S’i’ fosse morte, andarei da mio padre;
s’i’ fosse vita, non starei con lui:
similemente faria da mi’ madre,
S’i’ fosse Cecco, com’i’ sono e fui,
torrei le donne giovani e leggiadre:
e vecchie e laide lasserei altrui”

(Se fossi fuoco brucerei il mondo, se fossi vento lo tempesterei, se fossi acqua lo farei annegare, se fossi Dio lo farei sprofondare; se fossi papa sarei felice, perché così metterei nei guai tutti i cristiani; sai cosa farei se fossi imperatore? Taglierei la testa a tutti quanti (a tondo, come una falce rotante). Se fossi la morte, andrei da mio padre; se fossi la vita, fuggirei da lui: la stessa cosa farei con mia madre. Se fossi Cecco, come sono e come sono sempre stato, mi prenderei le donne giovani e carine: quelle vecchie e brutte le lascerei agli altri)
(Cecco Angiolieri, Siena, 1260-1312 circa)

Mercurio dissolvente:

“Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’è dolce in questo mare. ” (L’Infinito, G.Leopardi)

Dall’azione e volontà di potenza egoica dell’Angiolieri si passa alla “ricezione” (sensazione, immaginazione e sentimento) del Leopardi, con la graduale dissoluzione dei confini dell’Io e la sua fusione nel Mare dell’Infinito (dell’Anima del Mondo).

“La violenza vuole, mentre la meraviglia non vuole nulla. A questa è perfettamente estraneo il volere; le è estraneo e perfino nemico tutto quanto non persegue il suo inestinguibile stupore estatico. E, ciò nonostante, la violenza viene a romperla e rompendola invece di distruggerla fa nascere qualcosa di nuovo, un figlio di entrambe: il pensiero, l’instancabile pensiero filosofico.” (Maria Zambrano)

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